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Dalla parte giusta, gli eroi “sconosciuti” delle Forze di Polizia

di Stefano Pignataro
Gennaro Capoluongo nella sua ultima fatica letteraria racconta storie di donne e uomini al servizio dello Stato
Dalla parte giusta, gli eroi “sconosciuti” delle Forze di Polizia

La testimonianza di un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato e della legalità. È quella di Gennaro Capoluongo, già esperto per la sicurezza presso la Rappresentanza Permanente d’Italia all’Onu, che descrive lo spirito di servizio e dedizione con cui le forze dell’ordine adempiono al loro dovere in un «libro sugli eroi sconosciuti», cioè le donne e gli uomini che ogni giorno mettono a rischio la loro vita. “Dalla parte giusta. Storie di eroi sconosciuti delle Forze di Polizia” è il titolo del memoir-romanzo storico scritto dall’esperto di relazioni internazionali della Direzione Centrale della Polizia Criminale e fino al 2024 distaccato presso la Rappresentanza Permanente all’Onu.

L’autore ricostruisce da New York, dove ha vissuto per alcuni anni, la sua esperienza di funzionario di Polizia, a partite dall’apprendistato nel 1988 alla Scuola Superiore di Polizia e successivamente alla Questura di Napoli quale investigatore presso la Squadra Mobile e poi alla Criminalpol. In quegli anni si verifica un radicale cambiamento qualitativo della criminalità organizzata, i clan che si spartiscono il territorio sviluppano una struttura sempre più complessa e ramificata fino ad assumere una dimensione internazionale. Il percorso professionale dell’autore rispecchia questa evoluzione storica, la Criminalpol viene riformata e contemporaneamente istituita la Dia (Direzione Investigativa Antimafia), per permettere il coordinamento delle indagini sulle mafie.

Dopo aver fronteggiato negli anni Novanta la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e il clan dei Casalesi, nel 2001 Gennaro Capoluongo entra nell’Interpol rivestendo svariati incarichi: nello stesso anno, dopo l’attentato delle Torri Gemelle, viene nominato rappresentante italiano nella Missione Onu di valutazione dell’Agenzia Antidroga in Tajikistan, Uzbekistan e Afghanistan. «È un libro, vorrei che questo traspaia, per la legalità, la giustizia, per tutti quei valori fondamentali – racconta l’autore – che tutti i cittadini, tutti noi, dovremmo porre dinanzi ai nostri occhi. Non dovremmo mai abituarci all’oblio dei valori fondamentali, grazie a questi valori i popoli convivono in maniera pacifica. Nel libro parlo, infatti, di donne e uomini che in maniera silente vanno incontro alle aspettative dei cittadini, ne salvaguardano la sicurezza lontano dai riflettori mediatici, per dovere e per offrire un ulteriore tassello a quello che chiamo “mosaico della sicurezza”. Non parlo solo della Polizia, ma la società civile, la famiglia, la scuola, un coacervo di attori che devono muoversi insieme. Parlo ai giovani, che devono comprendere di essere il nostro presente».

Capoluongo narra degli eroi ma semplici, che sacrificano affetti e piaceri della vita per la collettività. Racconta figure che brillano nella sua memoria per far immedesimare il lettore con il poliziotto, l’uomo di legge, persone umili che hanno fatto la scelta di stare dalla parte del bene e della legalità e non è un discorso corporativo: le forze dell’ordine, lo conferma l’autore, stanno dalla parte della legalità nonostante ci sia sempre qualche eccezione di cui lo stesso apparato deve avere il dovere di combattere e di epurare. «Istituzioni e società: non credo in questa distinzione: tra esse vi è integrazione, un’etica dei comportamenti corresponsabile. È fondamentale lavorare insieme per creare la squadra Stato che è la carta vincente, una sinergia messa a fattor comune per arrivare al risultato finale. Ognuno deve fare la sua parte anche esprimendo un dissenso, purché sia rispettoso», conclude Capoluongo che domani, alle ore 18, sarà a “Le Cotoniere” per la presentazione del volume.

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