Valerio Mastandrea torna a teatro con uno dei suoi ruoli più emblematici e sceglie Salerno per aprire la tournée 2026. L’attore romano è protagonista di “Migliore”, il monologo scritto e diretto da Mattia Torre, in scena al Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” da giovedì a sabato alle ore 21 e domenica alle ore 18, nell’ambito della stagione di prosa 2025-2026.
“Migliore” è tornato in scena a distanza di anni: cosa è cambiato in lei e cosa, invece, è rimasto identico nel rapporto con questo testo?
Cambia il modo di stare sul palco, la capacità di sentire il pubblico in una parola direi “esperienza”. Portare in giro da così tanto tempo un testo te lo fa conoscere sempre di più. Quello che ancora sorprende è la reazione del pubblico e questo, visto il tema, dà ancora speranza.
Alfredo Beaumont è un uomo che vince solo quando smette di essere “buono”. È una provocazione o una fotografia fedele del nostro tempo?
Vince quando, per gli altri, diventa un meraviglioso cattivo. In questo i nostri giorni sono rappresentati al massimo e il testo è del 2004! Non ho mai pensato che lui ci si senta fino in fondo e per questo chiesi a Mattia un sequel in cui lui faceva il giro inverso.
Lei ha spesso raccontato personaggi fragili, disarmati. In “Migliore” quella fragilità si trasforma in cinismo: quanto è stato complesso, emotivamente, attraversare questa metamorfosi?
C’è sempre la grande opportunità di riderci su. Questo ha reso le cose molto meno dolorose, per quanto doloroso possa essere entrare in contatto con un personaggio così.
“Migliore” fa ridere e inquieta allo stesso tempo. Quanto è importante, per lei, che il teatro sappia disturbare oltre che intrattenere?
Ora disturbare non lo so, ma che ogni forma di espressione (teatro incluso) abbia il dovere di non “suggerire” emozioni a chi ne fruisce credo sia un dovere.
Portare “Migliore” al Teatro Verdi di Salerno, per la prima volta in Campania, che significato ha per lei e cosa si aspetta dal pubblico salernitano?
Spero di divertirmi insieme a chi verrà a vedere lo spettacolo. Se ci si diverte in due si fa meno fatica.

