Skip to content

Spinazzo, terra di miti e leggende affascinanti

Radici e sapori per un viaggio gastronomico attraverso le lotte per la riforma fondiaria
Spinazzo, terra di miti e leggende affascinanti

La riforma fondiaria è stata la risposta politica alle tensioni sociali che nel secondo dopoguerra avevano spinto i salariati agricoli, i disoccupati e piccoli agricoltori a impegnarsi in durissime lotte sociali, sfociate nelle occupazioni delle terre dei latifondi, molti di loro furono addirittura arrestati per rivolte e sommosse, ma la riforma rispose nell’immediato alla drammatica richiesta di una fonte di sussistenza e di un miglioramento delle condizioni di vita delle classi più disagiate. Questo sarà l’argomento principale dell’evento che si terrà nella borgata di Spinazzo, a Capaccio Paestum, da giovedì 11 a sabato 13 luglio.

Il convegno di apertura sarà improntato dalle radici che ha portato la borgata in questione, ma anche la maggior parte del sud Italia, al progresso agricolo ed economico, ed è proprio a quest’ultimo che saranno dedicati gli altri due giorni, con stand gastronomici di prodotti tipici del luogo, creando scenografie e alimenti in modo da rendere accattivante la manifestazione. Esperti storici interverranno al convegno di apertura, oltre che ad esponenti istituzionali del territorio capaccio – pestano che hanno contribuito alla crescita del territorio ed a coloro che hanno vissuto, attraverso i racconti dei propri familiari, le lotte contadine. L’idea nasce per il volere dell’Associazione La Rinascita, ente presente da più di trent’anni nella borgata di Spinazzo, che si occupa di eventi sociali, culturali, ludici, sportivi, prevenzione e informazione sulla salute. Spinazzo ha vissuto una storia millenaria, era una delle aree agricole dell’antichità, ove i ricchi possidenti avevano costruito le loro fattorie, di cui rimangono tracce sparse. Il principale edificio storico di Spinazzo è la Masseria Baronale risalente al XVIII sec.. Il Feudo di Spinazzo fu di proprietà dei Sanseverino, che lo vendettero nel 1466 ai Brancaccio che a loro volta lo cedettero nel 1536 a Giovanni Michele Gomes. Una storia feudale che dura fino alla seconda metà del ‘900. Con la Riforma Fondiaria e la Bonifica Integrale della Piana del Sele, Spinazzo da Feudo baronale, diventa Borgata Agricola spezzettata in tanti piccoli poderi. Poderi da quattro a sei ettari, che verranno assegnati ai contadini e dove per anni hanno coltivato pomodori, tabacco, carciofi e pere. Spinazzo oggi è il territorio della zootecnia, dove l’animale più antico del mondo, importato dall’India, la bufala, con la produzione del suo latte si sono create le più svariate leccornie gastronomiche.

“…La mattina dopo, per tempissimo, trattammo per vie impraticabili e qua e là paludose fino ai piedi di due belle montagne, attraversando canali e ruscelli e incontrando bufali dall’aspetto di ippopotami e dagli occhi selvaggi e iniettati di sangue”. La citazione di Goethe su Paestum i colti dicono essere tutta merito di Spinazzo dove lo scrittore tedesco passò nel 1786 e non nascose un po’ di paura. “Non so di non sapere”, titola così il libro di paradossi filosofici scritto da Tony Brewer, docente italo inglese che da qualche decennio ha eletto Spinazzo a sua residenza. Sì, dietro ai templi e al turismo più internazionale di Paestum.

Leggi anche