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“La dolciera siciliana”, storia di riscatto al femminile

di Stefano Pignataro
L'autrice Annamaria Zizza presenterà il volume nella chiesa dell'Addolorata
“La dolciera siciliana”, storia di riscatto al femminile

Si presenta oggi, alle 18.45 nella chiesa dell’Addolorata, nell’ambito del Salerno Letteratura Festival, “La dolciera siciliana” (Marlin), scritto da Annamaria Zizza con Letture di Brunella Caputo e con la conduzione di Barbara Cangiano. Prima metà del Settecento, Maria, un’orfana di dodici anni, fugge dal Reclusorio del Santissimo Rosario a Modica e subisce uno stupro. Accolta dal medico e filosofo Tommaso Campailla, che riconosce la sua intelligenza, viene educata e diventa un’abile dolciera.

La figura del precettore è una figura classica nelle economie dei Romanzi. Nel Suo caso quale è stato il processo di creazione?

La figura del precettore, del magister, affonda le sue radici nel passato classico e classicista. Ad esempio, nella figura del “magister amoris” di tanta letteratura elegiaca. Questo avverrà al personaggio “straniato” di Giuseppe, che le insegnerà a superare lo scoglio della scoperta del piacere. Ma il precettore ha anche il gusto dei maestri del passato, che informavano della loro scienza i loro allievi, e quello satirico dell’ autore de “Il giorno”, a cui la figura di Giuseppe si è parzialmente ispirata. Un maestro che diventa alunno, in questo romanzo, come accadeva anche nelle libere Accademie.

Il personaggio protagonista subisce una mutazione, una maturazione?

La protagonista, Maria, subisce una maturazione nel corso della storia, in parte dovuta al suo essere dolciera. Perché, come le faccio dire, forse era diventata dolciera per rifarsi la bocca, dopo tanto penare. E così in parte per il tempo passato dalla violenza subita, in parte per la lontananza dal teatro del suo dolore di bambina, in parte per una naturale maturazione, supererà il senso di colpa per la sua femminilità
tentatrice, instillatole dalle suore del Reclusorio. Accetterà quel ricordo e non reprimerà più le emozioni, come aveva fatto per tanti anni.

I suoi modelli letterari e storici per la stesura del Romanzo sono solo fonti storiche o anche elementi di filologia Romanza?

Ho consultato molti saggi storici relativi alla storia modicana e catanese, ma anche sulle scuole Arcimbolde di Milano dove il co-protagonista compirà i suoi studi. Le letture si sono concentrate sulla figura di Tommaso Campailla, il cui massimo conoscitore oggi è Giovanni Criscione.

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