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Santa Maria, la sagra del Pescato valorizza il Parco del Cilento

di Raffaele Pio Marrone
La consigliera Maiuri: "Opportunità per promuovere Dieta Mediterranea e tipicità"
Santa Maria, la sagra del Pescato valorizza il Parco del Cilento

La bellezza dell’Area Marina Protetta e la bontà per la salute della Dieta Mediterranea sono un connubio che valorizzano il Cilento spronandoci tutti a dare il massimo per valorizzare questo territorio”. Queste le parole di Luisa Maiuri, componente del Consiglio direttivo del Parco nazionale del Cilento, Diano e Alburni, alla presentazione della tredicesima edizione della “Festa del Pescato di Paranza” in programma a Santa Maria di Castellabate da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno.

La qualità del prodotto ittico e la sagacia dei pescatori cilentani nel perseverare con l’antica tradizione marinara a Santa Maria si abbinano in maniera eccellente con lo stile di vita sano caratteristica della Dieta Mediterranea e con la frequentazione di luoghi come il nostro Parco Nazionale”, ha poi spiegato la Maiuri. Per Marco Rizzo, sindaco di Castellabate “Questa bella manifestazione sta crescendo notevolmente in quanto siamo giunti già alle tredicesima edizione. Una manifestazione come quella del “Pescato di Paranza” porta inevitabilmente ad arricchire la fama di Castellabate oltre regione e, perché no, anche a livello nazionale. Noi ci teniamo a rimarcare eventi come questi”.

Durante i tre giorni previsti anche incontri sull’arte culinaria, in cui oltre al pescato saranno promosse le tipicità del territorio, ed un’anticipazione del “Campania Festival -Concorso Nazionale Canoro”, sotto la direzione artistica di Bruno Carbone.

Celebrare la Festa del Pescato di Paranza significa immergersi in un viaggio sensoriale tra le tradizioni marinare del Cilento. È un momento di gioia e convivialità, dove il profumo del mare si mescola con i sapori autentici delle prelibatezze locali – sottolinea Giovanni Pisciottano, direttore organizzativo dell’Associazione Punta Tresino che ha organizzato la manifestazione – Questa festa non è solo un’occasione per deliziare il palato, ma anche per riscoprire la bellezza e la ricchezza della nostra terra, valorizzando il patrimonio culturale e gastronomico che ci rende unici. È un invito a condividere emozioni e momenti speciali, lasciandosi trasportare dalla magia del Mediterraneo e dall’ospitalità cilentana“.

Nei tre giorni della festa saranno fritti oltre 25 quintali di pesce di paranza, tra triglie, occhialoni, gamberi e totani, pescato dalla flotta locale, utilizzando anche quest’anno la padella gigante (26 metri di lunghezza per 4 metri di diametro), messa a disposizione dalla Pro Loco Camogli, organizzatrice della più antica sagra del pesce in Italia e da anni gemellata con l’associazione Punta Tresino.

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