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Adriano Ferraiolo: «La magia dei burattini non sfiorisce mai»

di Stefano Pignataro
Il “re” delle marionette festeggia 80 anni e guarda al futuro: «Pulcinella? Personaggio simbolo della nostra storia»
Adriano Ferraiolo: «La magia dei burattini non sfiorisce mai»

Ottant’anni nell’arte dei burattini. Andriano Ferraiolo festeggia, alla quinta generazione della sua arte, questo importante traguardo con una missione: continuare la tradizione di famiglia non temendo la smaterializzazione del mestiere causa la violenta rivoluzione digitale.

Maestro, nonostante la rivoluzione tecnologica, i bambini sono ancora attratti dai burattini?

I bambini, quando assistono a uno spettacolo naturale, come lo facciamo noi, sono maggiormente attratti perché non vi è nulla di meccanico e di elettronico. Siamo nella magia della tradizione.

La piazza è ancora luogo di aggregazione principale per i vostri spettacoli…

La piazza, come diceva mio padre, raccoglie tutti: grandi e piccoli, ricchi e poveri. Il nostro, essendo uno spettacolo a carattere popolare, l’unico posto dove realizzarlo e dove godere anche sei segreti che lo compongono è e rimane la piazza.

Qual è il ricordo più bello legato al mondo dei burattini?

Sicuramente quando iniziai la mia carriera all’età di 13 anni

E il più brutto?

Sempre il giorno del mio debutto perché amalgamai emozioni diverse specialmente quando entrai in teatro per realizzare il primo spettacolo. Mio padre non aveva voce, né lui né mio fratello, dovevo iniziare solo io. Ricordo ancora il grande terrore.

Tra i tanti personaggi e le storie inventate, qual è il filo rosso che unisce le varie trame che consegnate agli spettatori?

Alcuni spettacoli portano con essi una morale eccezionale, una morale che i bambini in particolare recepiscono. In uno spettacolo in particolare, ad esempio, abbiamo un cattivo di falsa estrazione che viene arrestato nel finale perché ha fatto del male ad altre persone.

Qual è il personaggio che non pecca mai di brutalità?

Pulcinella. Qualche volta picchia ma solo se costretto, poi nel finale dello spettacolo trova sempre il modo di chiedere perdono agli altri e forse anche al pubblico.

Tantissime le città che avete attraversato e visitato e in cui vi siete esibiti. Ve ne è una che più vi è rimasta nel cuore?

Le città in cui ho e abbiamo avuto più soddisfazioni sono Crotone, Campobasso, Camaiore e Alassio. In quei luoghi, come in tanti altri, abbiamo un pubblico attento e fedele.

Come cambia la fruizione degli spettacoli tra il Nord ed il Sud Italia?

La fruizione non cambia anche se al Nord si calca meno il dialetto preferendo l’italiano. Nel Settentrione, inoltre, il burattino è considerato un’attività culturale e si trova sempre l’adulto che accompagna il bambino allo spettacolo. Al Meridione, purtroppo, ancora vi è un po’ il pregiudizio che lo spettacolo dei burattini sia uno spettacolo esclusivamente rivolto ai bambini.

Maestro quale sarà il futuro di questo mestiere, tra tradizione e innovazione?

Vi è un grande futuro perché i miei figli hanno continuato e continuano questa professione con molta passione e vedo anche i miei nipoti e le mie nipoti molto appassionati. Già mi dicono che desiderano ardentemente continuare la tradizione di famiglia. Posso quindi garantire che almeno per i prossimi cinquat’anni ci sarà il Teatro dei Ferraiolo. Questo è sicuro.

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