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Salerno ricorda il sacrificio di Giacomo Matteotti

Nel centenario dalla barbara eliminazione giovedì appuntamento al Piccolo Teatro di Porta Catena
Salerno ricorda il sacrificio di Giacomo Matteotti

Nell’anno centenario della sua barbara eliminazione, Giacomo Matteotti è ricordato da decine di libri e saggi biografici, mostre, convegni, seminari che ne analizzano ogni tratto della breve ma molto intensa vita, privata e pubblica. A Salerno la rivista Critica Sociale, fondata nel 1891 da Anna Kuliscioff e Filippo Turati, e la Fondazione Giacomo Matteotti dedicano al primo martire dell’antifascismo una serata teatrale, al Piccolo Teatro di Porta Catena, giovedì 16 maggio, a partire dalle 19.00. Il condirettore della storica rivista socialista, Massimiliano Amato, con la consulenza della critica teatrale Luciana Libero, ha isolato tre momenti di quella terribile vicenda che spalancò davanti alle istituzioni liberali il baratro di una feroce dittatura poi durata vent’anni, “cucendoli” in un ideale percorso drammaturgico denso di significati e suggestioni storico-politiche.

Si parte da alcuni brani scelti di “Dopo un anno di dominazione fascista”, il libro-bianco che Giacomo Matteotti diede alle stampe alla fine del 1923, in cui tracciò un drammatico bilancio dei primi dodici mesi del nascente regime, tra violenze di piazza diffuse e persecuzione di ogni forma di opposizione: le prove tecniche del feroce regime totalitario che sarebbe stato instaurato dopo la sua eliminazione. Quel dossier, un cui lungo estratto venne pubblicato sulla Critica Sociale nel gennaio del 1924, contribuì in misura rilevante alla sua condanna a morte: pur privato del passaporto, il segretario del Partito Socialista Unitario, leader dell’opposizione parlamentare a Mussolini, riuscì a espatriare clandestinamente e a portarlo all’estero, dove fu tradotto in inglese e francese. Le democrazie europee, in particolar modo Francia e Inghilterra, che fino a quel momento si erano mantenute neutre verso l’ascesa al potere di Mussolini, conoscevano finalmente, attraverso il racconto di Matteotti, il vero volto della “svolta” prodottasi col colpo di stato del 28 ottobre del ’22. A leggere alcuni dei passaggi più significativi di quella pubblicazione, sarà l’attrice Carla Avarista.

Il secondo momento di ricostruzione drammaturgica è incentrato invece sull’ultimo discorso parlamentare del giovane deputato socialista, pronunciato nell’aula di Montecitorio il 30 maggio 1924, 11 giorni prima del suo tragico rapimento. In quell’intervento, interrotto spesso dai richiami del presidente della Camera, Alfredo Rocco, eletto alla carica solo 6 giorni prima, e dagli schiamazzi provenienti dagli scranni occupati dai deputati fascisti, Matteotti non si limitò solamente a denunciare i brogli avvenuti nelle elezioni di aprile, ma disegnò profeticamente un quadro preciso di ciò a cui il Paese stava andando velocemente incontro in seguito alla vittoria di Mussolini nelle urne. Il regista Pasquale De Cristofaro e due giovani attori, Alessandro Tedesco e Luigi Vernieri, riprodurranno sulla scena del Piccolo Teatro di Porta Catena quel momento altamente drammatico, ultimo, disperato grido di dolore di una democrazia che stava soccombendo sotto i colpi feroci del dispotismo fascista.

A chiudere questo percorso, sarà la commossa orazione che Filippo Turati tenne in occasione della riunione delle opposizioni parlamentari il 27 giugno del 1924, 17 giorni dopo la scomparsa di Matteotti, del quale in quel momento ancora non era stato ritrovato il corpo. L’intervento, lirico e accorato, dell’anziano leader del socialismo italiano sarà letto da Massimiliano Amato, il quale all’inizio della serata, prima dei momenti teatrali, dialogherà sull’attualità della lezione di Matteotti con lo storico Giovanni Cerchia, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli studi del Molise. La Serata Matteotti sarà aperta e chiusa da due momenti musicali, affidati al cantautore Massimo Ferrante, che interpreterà due brani che raccontano del sacrificio di Matteotti e alcune canzoni della tradizione popolare.

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