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Vittorio Di Ruocco: «Le mie emozioni in versi»

di Nicola Salati
Il poeta di Pontecagnano Faiano sarà premiato a Napoli con il “Bovio”
Vittorio Di Ruocco: «Le mie emozioni in versi»

Amore e passione, guerra e dolore, sociale e collettivo, vittoria e sconfitta. Sono le tematiche che vengono affrontate nei versi, «rigorosamente in endecasillabi », da Vittorio Di Ruocco che non nasce come poeta – ha conseguito la Laurea in Chimica ed è dirigente dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania – ma che si avvicina al mondo della lirica «in età adulta quando mi hanno invitato a partecipare a un agone letterario». Da lì però è iniziata una scalata che in breve tempo ha portato il poeta di Pontecagnano Faiano a bruciare le tappe tanto che dal 2019 ha iniziato a vincere centinaia di premi: «Ho partecipato – spiega Vittorio – a numerosi concorsi letterari nazionali e internazionali. Per la poesia mi sono classificato 320 volte sul podio: 150 volte al primo posto, 112 volte al secondo e 58 volte al terzo. Sempre per la poesia ho ricevuto, altresì, oltre 210 riconoscimenti fuori dal podio e nel mio palmares posso vantare anche di aver ricevuto quattro premi alla carriera da altrettante associazioni culturali e un riconoscimento di merito dal Comune di Pontecagnano Faiano».

A questi premi però va aggiunto quello che dovrà ritirare lunedì prossimo a Napoli all’interno dela magnifica e storica location del Maschio Angioino. Infatti Vittorio Di Ruocco ha conquistato il “Giovanni Bovio” riconoscimento giunto alla sesta edizione e che premia gli elaborati di arte visiva, narrativa e poesia. Di Ruocco naturalmente ha trionfato nella sezione poesia inedita, «anche se non disdegno la narrativa – rivela – visto che ho al mio attivo anche due romanzi “L’albero dei miracoli” ed. Homo Scrivens) e “L’amante di Dioniso” (ed. Homo Scrivens)», con il componimento dal titolo “Perdonaci Signore del perdono”. «Si tratta di una lirica – sottolinea Di Ruocco – che si trova nella raccolta “La danza delle anime” (Giuliano Ladolfi Editore), e che ho voluto dedicare ai martiri di Bucha in Ucraina. È una riflessione di un uomo coinvolto in prima persona in questa guerra che dopo aver constatato i contorni della tragedia capisce che si è superato l’insuperabile così come scrivo nell’ultima strofa “perdonaci Signore del perdono / se non ci sfiora la misericordia / ora che le ferite sono fosse / ricolme di cadaveri ammassati / di anime annegate all’improvviso / nel mare nero della crudeltà”».

Di Ruocco però di certo non si ferma e ha già in progetto di pubblicare la sua ottava raccolta di liriche: «Uscirà la prossima estate perché la sto completando», afferma. Sono già, infatti, pubblicate: “Le mie mani sul cielo” (ed. Il calamaio), “I colori del cuore” (ed. Pandemos), “Il nulla e l’infinito” (ed. Graus), “Il destino di un poeta” (ed. Giovane Holden), “Cecità” (ed. Montedit), “L’inverno che divampa” (ed. Carta e Penna) e “La danza delle anime”. «La mia passione per la poesia, ereditata dai grandi come Neruda, Montale e Apollinaire non si ferma mai. – conclude Di Ruocco – È come un ciclone che ti assale e ti porta a mettere nero su bianco emozioni. Quindi ogni premio che ricevo è un onore ma sempre e solo un punto di partenza per continuare a far ardere il fuoco della scrittura in versi».

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