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Gabriele Cirilli: «I social e le chat? Io, non “le regg più”»

di Marcella Cavaliere
Il comico abruzzese porta il suo nuovo show prima a Scafati e poi a Castellammare: «Ci sarà tanto da ridere»
Gabriele Cirilli: «I social e le chat? Io, non “le regg più”»

Due occasioni per ridere e per riflettere con Gabriele Cirilli sulle abitudini e sugli stili di vita imposti dalla contemporaneità in cui a volte ci sentiamo ingabbiati. Il comico abruzzese, padre di uno dei più famosi tormentoni come “Chi è Tatiana?”, torna a teatro con “Nun te regg più”, un «patchwork di comicità» ideato insieme ad altri quattro autori, regia Valter Lupo e produzione Ma Ga Mat, che andrà in scena domani, alle ore 20:45, al “Teatro San Francesco” di Scafati, e sabato al Teatro “Supercinema” di Castellammare di Stabia.

Come è nata l’idea dello spettacolo?

Guardando il programma Rai Techetechetè, c’era Rino Gaetano che cantava il brano di Riccardo Cocciante “A mano a mano”. Da lì ho iniziato a elencare tutto ciò che non reggevo più e ho deciso di portare lo stesso disagio sul palco.

E cosa non sopporta?

Non sopporto i call center e le telefonate a tutte le ore, il lavoro “da remoto”, le esagerazioni estetiche. Non sopporto i social e i “mi piace”.

Per esempio?

A prima mattina rispondo: «Pronto?». E ti chiedono: «Ti vuoi laureare?». Io li blocco subito, ma ti richiamano su un altro numero di telefono.

In che modo racconta quello che non sopporta più?

“Nun te regge più” è uno stato d’animo, si ride e si ride tanto. Porto comicità, cabaret, canzoni e monologhi. Lo spettacolo è un patchwork di comicità, con un unico filo conduttore “Nun te regg…”. In scena ci sono persone della vita comune, anche della mia quotidianità. Sul palco con me ci sono attori della mia scuola.

È uno spettacolo che fa riflettere su tutto ciò che oggi non va?

Sì, ma su tanti aspetti. Dico quello che trovo esagerato. Sull’estetica, sulle protesi, sugli zigomi, sulle labbra, sui tatuaggi. Siamo tutti uguali.

Lei è cambiato rispetto agli altri spettacoli di cui è autore?

Cambio, ma come Proietti

(suo maestro, ndr) ho i miei cavalli di battaglia, ho dei punti fissi. Piuttosto è cambiato il mio stato d’animo.

Come finisce lo spettacolo che va in scena prima a Scafati e poi a Castellammare di Stabia? Con una sorpresa che non posso anticipare. Posso solo dire che ci sarà il brano di Riccardo Cocciante eseguito da Rino Gaetano “A mano a mano”.

Lei è impegnato tra teatro, fiction e cinema. Quale genere preferisce?

Il teatro perché si vive di emozioni immediate, mentre nel cinema aspetti che il film esca nelle sale e nella tv lo share.

È vero che un comico non invecchia mai?

Si invecchia fisicamente, può sembrare un luogo comune ma con la testa si può avere sempre 20 anni.

C’è chi rinnega il lavoro passato. E lei?

Mai!

Ma alla fine “Chi è Tatiana”?

È un personaggio geniale. Ora si parla di body shaming, io parlo delle imperfezioni e scherzo sulle nostre. Meglio essere grassi che fare una magra figura.

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