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Cinema in lutto: è morta Sandra Milo

Fu musa di Federico Fellini. L'attrice aveva 90 anni
Cinema in lutto: è morta Sandra Milo

È morta Sandra Milo, aveva compiuto 90 anni nel 2023. Si è spenta nella sua abitazione e tra l’affetto dei suo cari come aveva richiesto. Lo ha reso noto la famiglia. Sandrocchia, come l’aveva soprannominata Federico Fellini per il quale è stata una musa, è stata una delle attrici più popolari del cinema italiano.

Riproponiamo di seguito l’intervista rilasciata al nostro quotidiano e pubblicata il 26 luglio 2020

Indipendente, sensibile, dolce, piena di civettuosa e a tratti esagerata grazia. Il volto felliniano dipinto con i colori accesi di un trucco vistoso, è quello della “bella culandrona” Pina, protagonista del film “La Visita” di Antonio Pietrangeli. Il ritratto di Pina si confonde a volte con quello della vera Sandra Milo, non più attrice-personaggio spartiacque tra l’immagine femminile dell’anteguerra e quella del boom economico, ma donna vera, tenera e affamata d’amore, segnata dalla vita a cui ha ancora tanto da dare. C’è molto di lei in quel personaggio, per questo è una delle sue interpretazioni più riuscite, poiché vera, malinconica e a volte amara. Ma nella vita reale di Sandra c’è anche tanta voglia di giocare, ed è forse questo il segreto di un eterno essere fanciulla che la porta oggi a mettersi continuamente in gioco, rivestendo nuovi ruoli, come quello di inviata del programma “La vita in diretta Estate”.

Sandra Milo sta portando avanti,insieme a sua figlia Debora, uno scanzonato scambio generazionale che risulta vincente…

Io e Debora ci divertiamo molto. È un viaggio non solo in posti meravigliosi dell’Italia ma anche nel rapporto madre figlia che oggi ha assunto questa nuova veste. Debora è una giornalista professionista e stempera la mia eccentricità. Grazie a questo mio nuovo ruolo sto conoscendo insieme a lei tanti piccoli centri cittadini che altrimenti non avrei avuto modo di scoprire. Oltre alla bellezza naturalistica e architettonica, fa bene al cuore trovare comunità in cui c’è un grande rispetto per le persone anziane. I giovani spesso sono irriverenti e non considerano la saggezza e il bagaglio di conoscenza che la persona anziana porta con sé.

Alcuni dei viaggi più belli che lei abbia vissuto sono quelli negli universi paralleli dei film che nel corso della sua vita ha girato. A quando il prossimo viaggio?

In autunno, finalmente. Con il regista Fabrizio Maria Cortese avremmo dovuto girare a maggio ma la pandemia ha bloccato tutto. Il cinema sta soffrendo, ma sedersi in una sala buia e attendere che le immagini riempiano lo schermo e il cuore, è l’emozione più grande che si possa provare, un’esperienza unica. Un buon film ti rimane dentro, lasciando immagini impresse nella memoria che a volte segnano la tua vita. Anche se con altri tempi rispetto a quelli prefissati, l’importante ora è ripartire.

Musa di Federico Fellini, attrice prediletta di innumerevoli registi, icona della storia del cinema, anche se lei non ama essere definita tale. Pensa che esistano oggi delle icone o sono solo meteore?

Tutto ha un principio e una fine ma sicuramente l’icona come era considerata una volta non esiste più. Nel mondo del cinema ci sono bravi attori e brave attrici, ma il mezzo cinematografico è cambiato negli anni. I nuovi mezzi di fruizione hanno tolto qualcosa al cinema, anche l’iconicità che era invece tipica di attori del passato. Il cinema è un’arte che rimane meravigliosa, straordinaria, però la gente guarda i film in tv seduta a casa propria. Le vere icone oggi sono i cantanti, che attraverso grandi concerti riescono a rendere protagonista il pubblico, a farlo cantare e ballare. La gente oggi vuole partecipare attivamente e con la musica può farlo.

Il presidente del Festival Internazionale del Cinema di Salerno, Mario De Cesare, le ha manifestato la volontà di conferirle un premio alla carriera. Un riconoscimento come questo è un punto di arrivo o una nuova partenza?

È una conferma, vuol dire che ci sei, che hai lasciato qualcosa di buono che la gente apprezza. È il senso dell’utilità, l’appagante consapevolezza di servire a qualcosa che colora la vita di un senso ulteriore, più profondo. È un nuovo punto di partenza sperando di lasciare sempre qualcosa in più. E poi torno sempre volentieri a Salerno, rigorosamente in macchina, per poter godere dello spettacolo che, oltrepassata la curva, appare d’improvviso e ti stordisce con la sua bellezza. Nel Salernitano poi sono stata lo scorso autunno per presentare il mio libro di poesie “Il corpo e l’anima”. Ho raccontato al pubblico presente la mia visione del mondo attraverso lo sguardo convinto dell’amore. Ho visto negli occhi di chi mi ascoltava un’emozione sincera e quel fotogramma ha arricchito la mia collezione di ricordi.

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