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Keyra canta “Femmena” e omaggia il genio di Totò

di Andrea Picariello
Annapaola Giannattasio: «Un brano in cui ammetto le colpe di sbagli fatti in passato»
Keyra canta “Femmena” e omaggia il genio di Totò

La cantante salernitana Keyra, nome d’arte di Annapaola Giannattasio, fa il grande salto con Carosello Records. L’artista infatti ha da poco rilasciato il primo singolo con la storica e prestigiosa discografica: “Femmena“. La traccia è una reinterpretazione del celebre brano “Malafemmena” di Totò, un omaggio allo straordinario volto dell’arte partenopea che riuscì ad oltrepassare le barriere culturali di un Paese, quello degli anni Cinquanta, fortemente ancorato a molteplici stereotipi e pregiudizi verso il Meridione.

In questo brano d’esordio, Keyra rievoca l’immaginario della malafemmena, descritta come donna dolce come zucchero e dalla faccia d’angelo ma capace di far soffrire senza scrupoli l’uomo amato, e ne ribalta la prospettiva: “a me sta facc d’angelo m serv p campà”. Per
Keyra si tratta di un omaggio alle sue radici. È da “casa” che parte questa collaborazione con la Carosello Records: lei, per metà salernitana e per metà napoletana, riporta sulle piattaforme musicali un pezzo di storia indelebile, decidendo di adottare il dialetto, affiancandolo all’italiano. Mescolare e sperimentare, c’è questo e non solo alla base del suo percorso artistico che, sostenuto da questa prestigiosa label, si spera possa essere più solido che mai.

Tra il pop e l’urban, “Femmena” ha visto la luce in seguito ad un workshop di recitazione a cui l’artista ha partecipato. Lei, molto attiva sia nello studio del canto, oltre che della recitazione e della danza, s’è ritrovata a fronteggiare i blocchi emotivi che una passata relazione le ha lasciato. In studio, insieme al suo fidato producer Thirty, ha lavorato a questo singolo, completato insieme all’amica e collega Palmitessa. «È un brano a cui tengo molto, non solo perché riprende le mie origini, ma anche perché ci ho messo dentro l’ammissione pubblica delle colpe di sbagli che ho fatto in passato» racconta Keyra. «Ci sono due chiavi di lettura in questo brano: la prima è rivolta al mio ex, al quale chiedo scusa per il male che so di avergli fatto – noi ci siamo conosciuti facendo musica e penso che queste siano le scuse più sentite che io gli possa fare. La seconda lettura riguarda me che parlo alla mia bambina interiore, descrivendo un dualismo tra l’essere amorevole, angelica, e l’essere quel tipo di persona detta “malessere” capace di fare del male. Chiedo scusa alla parte pura di me che crescendo si è compromessa».

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