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Paolo Conticini: «L’attore? Un mestiere che va amato e odiato»

di Marianna Vallone
Il commissario Berardi si racconterà a Capaccio Paestum
Paolo Conticini: «L’attore? Un mestiere che va amato e odiato»

Sarà Paolo Conticini il prossimo ospite di “Metti una sera con…”, la rassegna culturale organizzata dal Comune di Capaccio Paestum che vede protagonisti sei artisti e personaggi del mondo della letteratura, della radio, del cinema, della tv e della musica pronti a raccontarsi attraverso storie e aneddoti relativi alla loro carriera ma anche alle proprie esperienze personali nel campo dell’arte e della cultura del mondo contemporaneo. L’appuntamento con l’attore è in programma oggi alle ore 19 sul lungomare Laura.

Paolo Conticini, cosa racconterà del suo mestiere?

Potrei raccontare mille cose. È nato così per caso, poi è diventato un sogno e poi un sogno che si è realizzato. Credo che per fare questo mestiere innanzitutto bisogna essere dei sognatori, incoscienti, e avere l’entusiasmo di voler scoprire il giorno dopo cosa offrirà. Questo però lo si capisce in tanti casi troppo tardi, io l’ho capito dopo tutte le difficoltà incontrate e tutte le vicissitudini che questo mestiere ti porta. È un lavoro che dà una soddisfazione enorme.

E delusioni?

Beh, sì, tantissime. È un lavoro che ti frega: c’è una delusione ma c’è subito un’altra possibilità, un’informazione che ti danno che sta parendo un lavoro, piuttosto che la risposta di un provino che hai fatto, un provino da fare, insomma tante occasioni che speri che vadano bene. Intanto gli anni passano, il tempo è sempre meno e il rischio di fallire è sempre di più. La vita scorre e se non fai un qualcosa che ti fa andare avanti i rischi sono sempre più grandi.

Volto noto della tv per fiction storiche che esperienza è stata vestire i panni del commissario Gaetano Berardi?

Quando mi diedero il soggetto e le caratteristiche che doveva avere il commissario di polizia feci un salto di gioia perché mi somigliava molto, le caratteristiche del personaggio erano simili alle mie. È stato quindi anche abbastanza semplice per me interpretare quel personaggio. È stata una serie fortunata, ha riscosso un successo enorme. Credo sia stata il lavoro più importante nella mia carriera, quello che mi ha dato la possibilità di essere riconosciuto dal grande pubblico.

Tanta anche l’esperienza in televisione, come conduttore di diverse trasmissioni di successo. Nel suo futuro si vede più attore o più conduttore?

Pur di lavorare, bisogna adattarsi a tutto. E io credo di saper fare un po’ tutto, spero di farlo bene. Mi hanno dato la possibilità di fare la conduzione e mi ha divertito anche. Il futuro? Dipende da quello che mi proporranno, vediamo. Mi piace tutto il mondo dello spettacolo ma la mia passione rimane il teatro.

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