L'INTERVENTO

Wei-ji, tra stato di crisi e speranza Il pericolo può essere opportunità

Wei-ji è la pronuncia di un ideogramma cinese traducibile con la parola crisi. Corrisponde a due caratteri: il primo - wei - significa “pericolo”, e il secondo - ji - “circostanza cruciale”, “occasione”. E le grandi crisi sono da sempre un’occasione per rovesciare la storia, se una nazione trova la forza di farne una leva. Winston Churchill espresse un concetto simile affermando: «Mai sprecare una buona crisi!».

L’Italia già prima dell’emergenza Covid-19 era un paese in lento e irreversibile declino, un ventennale logoramento che era diventato una decadenza vera e propria. Bisognava comunque riorganizzare il sistema produttivo! Così come era necessario riparare le colpevoli distorsioni della spesa pubblica, i tagli irresponsabili alla sanità e il frazionamento litigioso della catena di comando tra centro e periferia che indebolisce la forza dello Stato. Era necessario ricordarsi che la salute e la sicurezza sono beni pubblici, ma per ottenerli è essenziale uno Stato forte e legittimato. Soprattutto, bisogna ritrovare le ragioni di una rinnovata unità nazionale, ormai smarrita cercando utopie autonomiste - se non separatiste - al nord, e inseguendo miti neoborbonici nel Mezzogiorno. Invece la crisi ci sta mostrando un paese che sa ancora unirsi. Non sono mancati gli errori e le incertezze nei decreti governativi, ma anche gli attori politici, notoriamente litigiosi in Italia, da un certo punto in avanti hanno cominciato a collaborare senza polemiche.

Non si sa quando e come finirà questa incredibile epidemia. Tuttavia, possiamo utilizzare questa tragica “circostanza cruciale” per rilanciarci come paese puntando sull’Unità, sulla ritrovata solidarietà tra Nord e Sud, premiando le competenze - che la crisi ci ha fatto riscoprire - mettendo un freno ai risentimenti verso il merito e ai sospetti verso il sapere scientifico. Probabilmente quello che ancora manca è il leader che ci possa guidare fuori dalla crisi. Nessuno si aspettava un’emergenza così grave e rapida. Il paese non era preparato, soprattutto la sua classe politica non era preparata. In questi anni, infatti, le principali leadership si sono costruite sulle divisioni e alimentando le paure. Ma le grandi crisi sono fatte per i grandi leader che riescono a ispirare una nazione a ripartire, a ricostruire e unirsi nello sforzo comune.

Dunque, wei-ji, pericolo e opportunità. Continuiamo a non sottovalutare il rischio, combattiamolo e riponiamo la massima fiducia nei nostri medici - tra l’altro giunge la notizia che il farmaco a oggi più efficace parte dai laboratori di Napoli - . Poi sarà il momento di canalizzare queste energie positive e il desiderio di rilancio che si sono ampliamente manifestati nella crisi per poter rovesciare una storia che vedeva nell’Italia un paese irreversibilmente avviato verso il declino.