IL PROCESSO

Volevano sesso in cambio di un lavoro nel Salernitano

La sentenza di primo grado è attesa a fine febbraio

Sesso in cambio di un lavoro. È alle battute finali il processo sullo scandalo negli Alburni. Il pm Elena Cosentino ha chiesto la condanna di Domenico Guarracino , 79 anni, di Albanella, e della rumena Cristina Stoica , 43 anni. Sei anni e sei mesi per gli imputati che fungevano da intermediari tra le donne dell’Est e i commercianti del posto. Un anno in meno è stato chiesto, invece, per il barista Domenico Lucia , 46 anni, di Castelcivita (difeso dall’avvocato Orazio Tedesco ). Le accuse spaziano dallo sfruttamento della prostituzione alle violenze sessuali. Cinque anni fa la denuncia di una rumena, all’epoca dei fatti 35enne, che raccontò i meccanismi di reclutamento e collocamento a lavoro di donne arrivate dall’Est Europa con i viaggi della speranza. La donna denunciò ai carabinieri della piccola stazione di Castelcivita di essere oggetto continue di avances sessuali del suo datore di lavoro. Una volta sedutasi davanti ai militari dell’arma svuotò il sacco ed aprì una falla nel sistema di “arruolamento” di badanti dell’Est che venivano piazzate in famiglie della Piana del Sele o impiegate in attività commerciali. Gli inquirenti riuscirono, attraverso le deposizioni della vittima e di sue connazionali, a ricostruire l’intero iter dei viaggi: dalla partenza in Romania all’arrivo a Campolongo di Eboli, indicato come il terminal bus, dove i “caporali” rumeni attendevano i nuovi arrivi. Nel caso specifico erano il pensionato e la rumena a organizzare i viaggi per le donne destinate ai piccoli centri degli Alburni. In cambio trattenevano impropriamente parte del guadagno mensile come percentuale per l’intermediazione. Alle rumene era chiesto di cedere alle avances del datore di lavoro e di altri uomini per non essere licenziate. La sentenza di primo grado è attesa a fine febbraio.

(m.l.)

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