IL CASO

Vladimiro Arpaia assolto dopo 13 anni di latitanza

Il noto ristoratore era stato condannanto per estorsione, usura e intestazione fittizia di beni ai danni di due commercialisti

Condannato in primo grado ad oltre 8 anni di reclusione per estorsione, usura e intestazione fittizia dei beni a danni di due commercialisti salernitani, latitante dal 2006, ieri la Corte di Appello di Salerno lo ha assolto. Dopo una lunga camera di consiglio, il collegio presieduto da Donatella Mancini, ha emesso una sentenza assolutoria a carico del 43enne Vladimiro Arpaia di Salerno, noto ristoratore, appartenente alla storica famiglia di mobilieri e arredatori salernitani. Per quello che era stato il proprietario dell’Histoire, l’assoluzione è arrivata con la formula del “non aver commesso il fatto”. I giudici hanno anche revocato la confisca dei beni sequestrati (un immobile a Pontecagnano) e dichiarato la perdita di efficacia della misura cautelare irrogata all’imputato nell’ambito del procedimento penale. A sostenere la difesa gli avvocati Giovanni Falci e Silverio Sica, il primo, suo legale fin dall’inizio. La vicenda risale ai primi anni duemila e fece scalpore a Salerno perché s’inseriva in una inchiesta più vasta sullo scontro tra i clan che facevano capo da un lato al gruppo di Angelo Ubbidiente e Vincenzo Faggioli e dall’altro quello capeggiato da Antonio D'Agostino. In quella indagine Arpaia fu indagato per associazione per delinquere e ne fu chiesto l’arresto, a che venne respinto dal Gip del tribunale di Salerno per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. L’ordinanza fu emessa a marzo 2006 solo per estorsione, usura e intestazione fittizia dei beni in danno dei due commercialisti salernitani, reati per i quali fu rinviato a giudizio: da allora l’imputato è latitante.