REGOLE E PARADOSSI

Vietato esporre la merce, scoppia l'ira dei fruttivendoli a Eboli

Nel mirino la presenza degli abusivi e le condizioni del mercato rionale

«Se la legge deve essere rispettata, allora che la rispettino tutti”. È questo, in sintesi, quanto sostengono i commerciati di frutta e verdura ebolitani, ai quali viene chiesto di adeguarsi alla sentenza della Corte di Cassazione (sezione terza, presidente Teresi , relatore Ramacci , n. 6108 del 2014), con la quale si stabilisce che «la messa in commercio di frutta all’aperto ed esposta agli agenti inquinanti costituisce una violazione dell’obbligo di assicurare l’idonea conservazione delle sostanze alimentari e rispettare l’osservanza di disposizioni specifiche integrative del precetto». In pratica, è vietato esporre la merce all’esterno dei negozi. I commercianti ebolitani, di fatto all’unanimità, mostrano delusione e perplessità, non tanto per la legge alla quale sono pronti ad adeguarsi, ma per le modalità della sua applicazione in città. In effetti, alcuni rivenditori di frutta e verdura – da Luca D’Onofrio , proprietario dell’esercizio “D’Amato Bella frutta” a Cosimo Guida , proprietario di “Primizie e delizie” a Luigi Brancaccio , titolare di “Non solo frutta” – chiedono «parità di trattamento », perché essendo costretti a non poter più esporre la loro merce per evitare sanzioni, esigono che la legge venga applicata anche ai tanti venditori abusivi di frutta e verdura presenti in città. «Io la legge la rispetto ma va rispettata da tutti – spiega D’Onofrio –. Prima i parcheggi a pagamento e i vari centri commerciali, Eurospin e Lidl, hanno rallentato il nostro lavoro, adesso quest’altra stangata. Per noi fruttivendoli l’esposizione della merce è come una vetrina. C’è chi la espone nei mercatini e chi, abusivamente, sui marciapiedi, dove il tasso di inquinamento è mille volte maggiore ». Equità nel trattamento e lotta all’abusivismo: è questo ciò che chiedono i fruttivendoli, quelli che rispettano le leggi e pagano regolarmente le tasse. Non solo la presenza degli abusivi in strada ma anche le condizioni del mercato ortofrutticolo del centro, per loro, costituiscono un paradosso. «Il mercato rionale deve essere spostato dal centro abitato e deve tenersi solo il sabato, come previsto dal calendario settimanale e non tutti i giorni – aggiunge Luigi Brancaccio – Inoltre, non è dotato dei bagni pubblici e dovrebbe tenersi al coperto, per una questione d’igiene. Se noi dobbiamo custodire la frutta all’interno dei locali, allora tutti devono farlo. Infine – conclude il commerciante ortofrutticolo – gli ambulanti che vendono frutta e verdura utilizzando gli abitacoli delle loro macchine devono essere sanzionati e noi un po’ più tutelati, visto che a breve pagheremo anche l’aria che respiriamo».

Filippo Folliero

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