AMBIENTE

Vibonati, depuratori: la Regione archivia le multe

Invalidato il campionamento effettuato dall’Arpac perché avvenne in appena tre ore. Due sono i casi accertati

VIBONATI - Quel giorno i tecnici dell’Arpac andarono di fretta. Forse troppo. E sbagliarono i tempi del campionamento delle acque sversate in mare dal depuratore dopo il trattamento. I campioni medi ponderati - così vengono chiamati in gergo tecnico i prelievi - vanno campionati, appunto, nell’arco di ventiquattr’ore. E non in appena tre ore. I dati, pertanto, non erano da considerarsi attendibili e la multa di 20mila euro per aver sforato i livelli microbiologici consentiti, giocoforza, è stata archiviata dalla Regione Campania. Sanzione cancellata al sindaco di Vibonati che, all’epoca dei fatti, nel mese di agosto dell’anno duemila, era l’onorevole Franco Brusco , mentre l’obbligato in solido è il consorzio Consac che si occupa della gestione delle risorse idriche della maggioranza dei Comuni cilentani ed è presieduto da Gennaro Maione .

In quel periodo, a cavallo tra i mesi di agosto e settembre, l’Arpac fece altri “pasticci”, se così si possono definire gli errori tecnici, nel campionamento degli scarichi di un altro impianto della depurazione ubicato nel Basso Cilento. A seguito del sopralluogo effettuato il 1 settembre di due anni fa, ancora una volta eseguito senza rispettare il tempo minimo di ventiquattr’ore stabilito dal protocollo, fu elevata un’altra sanzione, questa volta al trasgressore individuato nel Consac, per il mancato rispetto dei livelli massimi di colibatteri riversati nel mare dopo il processo di depurazione. Come per il caso di Vibonati, la Regione Campania ha dovuto emettere un’ordinanza di archiviazione per chiudere il caso e cestinare le multe fatte a Comune e consorzio.

Certamente l’errore tecnico non fu fatto in malafede, ma la sanzione per la scarsa depurazione attribuita a impianti di località marittime, che fanno del turismo balneare una delle principali fonti di reddito, scatena la prevedibile reazione dei “trasgressori” che subito tennero a precisare la non attendibilità dei campionamenti effettuati in un arco temporale troppo ristretto rispetto a quello di un giorno interno. Non è la prima volta che l’Arpac contesta al comune di Vibonati di aver superato i limiti microbiologici negli scarichi del depuratore. È già accaduto anni fa quando i tecnici della Regione elevarono una sanzione di 20mila euro. Anche in quel caso fu contestata dal Comune che fece ricorso al Tar. Stavolta, l’errore è palese. Ed è stata la stessa Regione a cancellare la sanzione, emettendo lo scorso 6 maggio un’ordinanza di archiviazione a firma della dirigente Anna Martinoli . Multa cancellata, caso chiuso. Intanto, proseguiranno i controlli sistematici per verificare il perfetto funzionamento degli impianti di depurazione attivi lungo la costa Cilentana.

(m.l.)