Valentino, il pizzaiolo emergente 

“Gambero Rosso” premia il giovane battipagliese Tafuri: è tra i top in Italia

I migliori pizzaioli emergenti d’Italia? Uno è a Priverno, in provincia di Latina, e l'altro è a Battipaglia, a via Serroni. Parola degli esperti di “Gambero Rosso”, gruppo editoriale leader in campo enogastronomico, che a Napoli, a Palazzo Caracciolo, hanno conferito il premio ad un giovane battipagliese: si chiama Valentino Tafuri ed è il titolare della rinomata pizzeria “3 Voglie”. Ha 29 anni: gli ultimi 16 li ha trascorsi in cucina. A 13 anni guardava i più grandi alle prese con l'arte bianca: lavava i piatti e passava la rotella tagliapizza su quelle tonde distese di lievito. Prima con gli occhi, poi con le mani, quel ragazzino riccioluto ha saputo rubare i trucchi del mestiere ai pizzaioli battipagliesi. L'incontro che gli cambia la vita, a 20 anni: di fronte a lui c’è Gennaro Esposito, uno dei più affermati chef italiani. «Con don Gennaro - ricorda Tafuri - parlavamo di pizza da mattina a sera: mi si spalancarono davanti le porte di un nuovo mondo». Il mondo della pizza made in Napoli, terra d’origine della madre: «Dai suoi insegnamenti ho appreso il rispetto delle materie prime e della lavorazione». Tafuri è uno dei primi a portare la pizza partenopea a Battipaglia: lo fa a 24 anni, quando si mette in proprio ed apre un locale tutto suo. «Lì cambia tutto: hai una Ferrari tra le mani, e decidi tu come portarla». Lui decide di studiare, approfondire, scoprire altre tecniche di lavorazione, e s’inventa una pizza nuova: in quel forno a legna, nel cuore del rione Serroni di Battipaglia, si fondono la cultura partenopea e quella del Cilento, la terra d’origine del papà. Passano gli anni e la clientela, sedotta da quell’impasto con una lievitazione che oscilla tra le 24 e le 72 ore, cresce esponenzialmente: ci si sposta in un locale più grande e Tafuri continua a studiare le materie prime e le lavorazioni. E il campo della pizza s’estende rapidamente al pane e ai croissant: «Di recente mi sono innamorato dei lievitati, che richiedono una conoscenza infinita di tecniche; sono stato per 3 mesi, dalle 5 di mattina a mezzanotte, a lavorarci». Ed è stato in Francia, in una boulangerie: «Ci tornerò». Dopo essere passato per Palazzo Caracciolo: «Quando mi hanno chiamato, non ci credevo». È felice di «un riconoscimento che dà voce ai tanti sacrifici fatti, personali e familiari», ed è grato «alla famiglia, alla compagna Diletta e a tutto lo staff di “3 Voglie”, ma non si ferma qui. Per ora si va a “Baradili capitale della pizza”, in Sardegna: sabato, nell’ambito della prestigiosa kermesse. rappresenterà i pizzaioli del Sud.