Vaccino, multati 20mila “disobbedienti” 

Sanzioni da 100 euro a testa per i salernitani che non hanno ottemperato all’obbligo. E in farmacia arriva il “Paxlovid”

SALERNO . Sono circa 20mila in provincia di Salerno le persone che, seppur rientranti nelle categorie sottoposte all’obbligo vaccinale, non hanno voluto immunizzarsi contro il Covid, ed ora saranno sanzionate. Una multa da 100 euro a testa a chi non s’è lasciato iniettare la fiala “anti-virus”. Si tratta di ultracinquantenni o di persone che svolgono attività di particolare utilità sociale o di esposizione al contagio, come insegnanti o personale sanitario. Una stima precisa sulle varie tipologie non può essere fatta, perché in molti appartengono a più categorie contemporaneamente: è il caso, per esempio, di insegnanti ultracinquantenne. Circa la metà dei 20mila ha ricevuto comunicazione dall’Agenzia delle entrate della sanzione da 100 euro inflitta, altri la riceveranno a breve. Potranno essere esonerati dalla multa tutti coloro che, documenti alla mano, proveranno all’Asl di Salerno di aver avuto, al primo febbraio, un differimento dell’obbligo vaccinale o di essere stati destinatari di un’esenzione vaccinale o di essere stati colpiti dal Coronavirus, con un consequenziale rinvio dell’iniezione.
La lotta al Covid. Da oggi sarà prescrivibile anche dal medico di base il “Paxlovid”, farmaco antivirale prodotto dalla “Pfizer” che va somministrato per uso orale, in due compresse diverse, contenente il principio attivo nirmatrelvir ed il ritonavir. La prescrizione potrà essere spedita in qualsiasi farmacia. In Italia il trattamento con Paxlovid è indicato nei casi di pazienti adulti non ospedalizzati, con un’infezione recente da Sars Cov-2 con malattia lieve-moderata, che non necessitano di ossigenoterapia e con condizioni cliniche concomitanti a rischio per lo sviluppo di una forma grave di Covid-19. I rischi di contrarre una malattia severa sono per i pazienti che soffrono di diabete, sono in sovrappeso (con Bmi maggiore di 25), sono affetti da malattie polmonari o renali croniche o cardiovascolari, ipertensione, anemia falciforme, cancro attivo, fumatori, immunosoppressi o sottoposti a trattamento immunosoppressivo, malattie cardiovascolari, ipertensione, anemia falciforme, cancro attivo oppure persone che hanno età uguale o maggiore a 60 anni.
Quarta dose per 2mila. «La pandemia è ancora presente - sottolinea Arcangelo Saggese, responsabile per tutta l’Asl Salerno della lotta alla Covid -. Abbiamo già vaccinato con le quarte dosi oltre 2mila over 80. Abbiamo i monoclonali, con il medico di base che segnala all’Usca la necessità di somministrarli e i colleghi vanno a casa a farlo, ed ora anche il medico di base potrà prescrivere gli antivirali». Saggese Tozzi raccomanda: «Gli antivirali vanno presi ai primi segnali della malattia, quando c’è un tampone positivo, ma solo nei pazienti in condizioni di potenziale pericolo per condizione di fragilità. Non è un farmaco da assumere alla leggera in tutte le condizioni. L’importante è che il medico di base valuti l'opportunità di somministrare il farmaco antivirale che agisce sul virus per interromperne lo sviluppo e la diffusione all’interno dell’organismo». Gli under 60 e coloro che non hanno malattie che li rendano fragili dovranno attendere il prossimo autunno, quando probabilmente sarà effettuata la vaccinazione antinfluenzale e quella contro il Covid, con un vaccino modificato per far fronte più efficacemente alle varianti del Coronavirus. «L'esperienza di quest'anno e mezzo sulle vaccinazioni di massa ha dimostrato che si possono realizzare in breve tempo vaccinazioni anche del 90 per cento della popolazione: possiamo tranquillamente pensare di ripartire con le somministrazioni alla popolazione in contemporanea dell’antinfluenzale e dell’anti-Covid».
Salvatore De Napoli
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