IL COMMENTO

Uno sciopero a tutela dei diritti dei cittadini

Dopo varie sollecitazioni e dopo aver registrato la volontà unanime della Camera Penale Salernitana ritengo doveroso replicare rispetto a quanto affermato nel documento trasmesso alla stampa dall’Anm salernitana. E tanto anche al fine di offrire chiarimenti tesi ad evitare equivoci insopportabili. Da troppo tempo assistiamo (dai media e dai mezzi di informazione) alla proposizione di uno spaccato alterato della realtà in cui ai magistrati si attribuisce sempre più una funzione salvifica e di tutela della collettività, mentre gli avvocati vengono rappresentati come una categoria chiusa in un gretto egoismo teso alla tutela esclusiva dei propri interessi. Tale assunto è estremamente fuorviante. E tanto perché l’Avvocatura ha sempre mostrato attenzione e collaborazione fattiva. Ha sempre con senso di abnegazione e sacrificio contribuito alla celebrazione dei processi. Non si è mai lamentata nonostante disservizi continui e difficoltà oggettive. Ha offerto il proprio contributo all’amministrazione della giustizia consapevole dell’alto compito che le è stato affidato dalla Costituzione “l’esercizio del diritto di difesa”. Negli ultimi anni, però, è stata posta in essere una campagna denigratoria nei confronti degli avvocati operando una falsificazione della realtà il cui fine ultimo era quello di creare un solco tra gli avvocati ed i propri assistiti. Ed all’Anm che stigmatizza l’esercizio del diritto di sciopero (riconosciuto tra l’altro dalla Costituzione) affermando che lo stesso penalizzerebbe il diritto di difesa dei cittadini rammentiamo che il diritto del cittadino viene penalizzato dai continui rinvii e dalle lungaggini processuali che non sono certo riconducibili alla difesa, ma tante volte (come del resto chiarito in un importante inchiesta della stampa cittadina) dalla impossibilità a creare collegi, dai trasferimenti dei giudici in altre sedi e dalla trattazione a distanza di anni di fatti che arrivano in udienza prossimi alla prescrizione con grave pregiudizio delle persone offese. Queste cose riscontrabili ogni giorno la Difesa non le ha sottolineate per evitare imbarazzi alla Magistratura e per senso di rispetto e collaborazione. Ma visto che veniamo invitati ad una riflessione allora appare opportuno procedere ad un’analisi reale di quanto accade. Da troppo tempo si registrano processi che iniziano dinanzi ad un magistrato per trovare conclusione nella migliore delle ipotesi dinanzi ad un altro giudice (così come accade per i collegi). Rispetto a ciò forse l’Anm che tanto ha a cuore la tutela del cittadino dovrebbe chiedersi come la stessa viene garantita. Siamo rispettosi dei ruoli ma non accettiamo lezioni e né tanto meno possiamo sopportare che lo sciopero dell’Avvocatura divenga l’alibi e la giustificazione rispetto a disservizi che non sono ascrivibili agli avvocati. Da mesi rappresentiamo difficoltà ed al di la di intenti non abbiamo ancora ricevuto rassicurazioni. Non c’è stato un incontro teso a rimuovere difficoltà oggettive. Non c’è stata risposta se non “non possiamo riconoscere questo, ma state tranquilli e fidatevi della nostra comprensione”. Ci è stato detto “collaborate e non vi preoccupate”. Ma questo risulta inaccettabile perché offre un quadro di una magistratura paternalistica che garantisce ai suoi ragazzi (gli avvocati) la soluzione dei problemi senza coinvolgerli nelle scelte. Un po’ la riproposizione del tanto vituperato ed inaccettabile “ghe pensi mi”. A questo non ci stiamo. Non possiamo restare silenti e pur apprezzando le piccole aperture che lasciano lo spazio per una interlocuzione futura rivendichiamo lo sciopero e l’astensione. Uno sciopero fatto a tutela dei cittadini. Di quelle persone che ogni giorno si trovano in un’aula e dopo varie ore di trepidante e vana attesa si sentono dire che dovranno tornare dopo vari mesi. Di quella gente che è costretta a partire ore prima da casa per trovare un parcheggio e quando lo trova paga somme incredibili ed inusitate. Di quegli uomini e quelle donne che restano delusi ogni qualvolta entrano in tribunale e verificano le difficoltà anche ad accedere ad un’aula di giustizia e trovare uno scranno su cui sedere mentre sono in attesa. Di quegli esseri umani la cui ancora di salvezza è e restano gli avvocati. Gli avvocati che li assistono professionalmente ed umanamente. Gli avvocati che danno voce ai loro diritti ed alle loro richieste. Gli avvocati che li incontrano e li difendono facendoli sentire vivi e non disperatamente trasparenti. Gli avvocati che registrano le loro sofferenze e se ne fanno carico. Gli avvocati che condividono la loro tristezza e le loro lacrime facendosene carico ed imprimendole in una toga che è nata immacolata ed è divenuta nera per questa ragione. Gli avvocati che ogni giorno ed ogni ora sacrificano la propria esistenza e quella dei propri cari per migliorare quella degli altri.