LA STORIA

Università di Salerno: «Addio vecchie auto, il futuro è nel green»

Il team di Rizzo primo in Italia nella ricerca su Macchine e sistemi energetici

FISCIANO - Il suo settore, all’interno della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Salerno, è risultato il primo in Italia, in base all’ultima rilevazione del Ministero. Un primato che Gianfranco Rizzo, professore ordinario di Macchine e Sistemi Energetici, vuole condividere con i suoi colleghi Cesare Pianese, Marco Sorrentino Ivan Arsie, a testimonianza dell’eccellenza della ricerca nell’Ateneo salernitano, che Rizzo definisce «articolata e fiorente». «E questo dato di fatto inconfutabile – aggiunge il professor Rizzo – è evidenziato anche dal posizionamento che l’ateneo sta avendo in alcuni indicatori internazionali e nazionali, secondo i quali, in termine di quantificazione della ricerca, l’Università di Salerno ha delle prestazioni molto valide».

Parliamo della ricerca inerente il suo settore. Attualmente lei e i suoi collaboratori a cosa state lavorando?
La nostra ricerca di punta riguarda i veicoli ibridi e solari. Abbiamo sviluppato un brevetto e un prototipo con l’idea di convertire le auto normali in veicoli ecologici. Una delle soluzione che oggi proponiamo per la mobilità sostenibile, è di montare sulle ruote posteriori di un’automobile a trazione anteriore, due motori elettrici, che trasformano la vettura in una 4x4, alimentati da una batteria addizionale al litio, che viene posizionata nel cofano, e che viene ricaricata sia attraverso il movimento che per mezzo di alcuni pannelli solari. Ciò permette di trasformare l’auto in una vettura ibrida con ricarica solare, spendendo naturalmente molto di meno rispetto ad un’auto tradizionale.

Il brevetto ha avuto successo?
Sì, è sulla strada dell’industrializzazione, nel senso che abbiamo realizzato il prototipo, ci siamo candidati sia a progetti regionali che europei, abbiamo avuto due finanziamenti dal Ministero che ci hanno permesso di mettere su il prototipo. E poi abbiamo dato vita ad una start-up, coalizzandoci con dei partner e avuto un finanziamento europeo di circa 3 milioni di euro».

A che punto è il progetto?
Stiamo lavorando con tre aziende: Landi Renzo, specializzata in impianti gpl e metano, Mecaprom e Solbian. Tra un anno e mezzo dovremmo arrivare alla fine del percorso, anche se ci sono diversi ostacoli da superare sia di natura tecnica che omologativa. E uno dei risultati da definire nell’ambito di questo progetto europeo non è solo mettere a punto i prototipi ma anche fondare una nuova società che dovrebbe andare a produrre questo sistema. La Comunità europea ha voluto imporre questo vincolo.

Gaetano de Stefano