Una casa famiglia nel bene confiscato C’è la commissione 

Il Comune nomina i tre dirigenti che valuteranno le offerte L’immobile al corso Vittorio Emanuele affidato per 9 anni

Nominata la commissione giudicatrice che valuterà le proposte pervenute da parte dei soggetti interessati a realizzare una casa famiglia per minori in un immobile confiscato alla criminalità e ceduto al Comune. La proprietà si trova in corso Vittorio Emanuele e rientra nel cosiddetto patrimonio indisponibile dell’Ente, ovvero beni che non potranno mai essere venduti per fare cassa. L’immobile verrà infatti concesso al soggetto affidatario per nove anni a titolo gratuito.
In questo caso specifico l’amministrazione comunale angrese ha deciso di realizzare nell’edificio un luogo di accoglienza per minori in difficoltà e che vivono un forte disagio sociale. Da qui la nomina della commissione valutatrice che dovrà individuare il soggetto che offre maggiori garanzie per la riuscita dell’iniziativa. Molteplici i requisiti che dovranno essere posseduti dal soggetto affidatario che dovrà accollarsi anche una serie di oneri derivanti dalla gestione gratuita del bene.
Ecco da chi è composta la commissione comunale: Alfonso Toscano, presidente e responsabile del settore servizi sociali, Antonio Lo Schiavo, componente e responsabile del settore affari generali, e Giuseppe Moscariello, componente e segretario verbalizzante istruttore tecnico del settore patrimonio. La selezione pubblica è stata indetta nel luglio scorso, mentre il termine stabilito per la presentazione delle offerte è scaduto lo scorso primo ottobre. Da qui la necessità di proseguire lungo la strada tracciata per far rinascere a nuova vita un immobile confiscato alla criminalità organizzata.
C’è da dire che nonostante siano trascorsi dieci anni dalle prime assegnazioni le case della camorra restano sostanzialmente inutlizzate. Tutto o quasi è fermo al palo. L’Agenzia del Demanio nell’aprile del 2008 affidò a Palazzo di Città una serie di immobili, ma da allora l’unica struttura che ha visto un concreto riutilizzo a scopi sociali è stata una villetta in via Torretta in cui ha trovato posto un asilo nido affidato ad una Onlus. La parte restante dei beni sottratti alla malavita risulta ancora inutilizzata. Si tratta di diverse proprietà immobiliari riconducibili al patrimonio del disciolto clan “Tempesta”. La direzione generale dei beni confiscati dispose l’acquisizione degli stessi al patrimonio indisponibile dell’Ente. Il valore complessivo dei beni sequestrati, secondo la stima fornita dall’Agenzia del Demanio, ammonta a circa un milione di euro.
Pippo Della Corte
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