Un supermercato al posto della fabbrica 

Arriva il via libera del Tar che accoglie il ricorso della Italpavimenti contro le società Amaga e Sacobad

E’ legittima la concessione data dal Comune di Battipaglia alla Italpavimenti per demolire la fabbrica dismessa e al suo posto farvi realizzare un supermercato della catena Md. Perlomeno in primo grado il Tar ha ritenuto che l’applicazione della legge per il recupero delle aree dismesse con un intervento di demolizione e poi ricostruzione, nonché di modifica della destinazione urbanistica, da industriale a commerciale, fosse perfettamente corretto. Il tribunale ha quindi rigettato il ricorso delle due imprese, la Amaga srl e la Sacobad. Per la seconda, anzi, l’immobiliare che fa capo a Francesco Santese, secondo il Tar non vi sarebbe affatto un interesse legittimo da rappresentare.
Quanto alla Amaga, proprietaria di un terreno confinante dove, probabilmente, vi era l’analoga intenzione di realizzare un’attività di tipo commerciale, non vi è però la possibilità di applicare la stessa legge sulle fabbriche dismesse, mancando l’edificio da dismettere. La tesi difensiva portata avanti per la Italpavimenti ed Md dall’avvocato Marcello Fortunato, e per il Comune dall’avvocato Sabato Criscuolo, sono state ritenute esaustive e convincenti. Anche il fatto che alcuni manufatti fossero già stati demoliti non ha inficiato la decisione dei giudici amministrativi, poiché le demolizioni erano necessarie per liberare le aree che la Italpavimenti destinerà a parcheggi pubblici e alla costruzione di una rotatoria, opere da cedere ovviamente al Comune di Battipaglia.
Dal 1963 fino al 1982 la Italpavimenti era un opificio industriale che produceva, appunto, pavimentazioni. Poi la crisi industriale e l’azienda che era proprietà in parte della famiglia Vicinanza venne dismessa restando un vuoto contenitore a Taverna Nova.
Ora vi sorgerà un grande supermercato dotato di un ampio parcheggio che dovrebbe servire la zona prospiciente la statale 18. Il proprietario ha offerto al Comune la realizzazione di un’area verde a corredo dell’opera di circa 800 metri quadri, ma anche la costruzione della tanto richiesta rotatoria tra via Ceraso del tasso e la statale e il rifacimento della stessa strada, lunga oltre 700 metri, che porta alla statale. Tutte opere che dovrebbero migliorare la fruibilità della zona, divenuta nel tempo, urbanizzata e non più agricola. Il cambio di destinazione dell’area la renderebbe omogenea a quanto già realizzato nella stessa zona nel corso degli ultimi dieci anni. Le società ricorrenti ora hanno la possibilità di presentare un ricorso al Consiglio di Stato a cui spetta l’ultima parola sulla vicenda. (s.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA