SONDAGGIO

Un comune unico di due Nocera: «Vogliamo una sola Nocera e più forte»

L’appello parte da Torquato e da settori della società civile ma resta il dubbio che la città più grande possa “imporsi”

La possibilità di far nascere la “Grande Nocera” torna a far parlare e Mimmo Oliva, portavoce di Polis, propone un incontro pubblico con esperti dove i cittadini possano comprendere i pro e i contro di una eventuale fusione tra Nocera Superiore e Nocera Inferiore, un progetto che più volte è stato avanzato dal sindaco Manlio Torquato e che trovò resistenze tra alcuni consiglieri comunali dell’epoca a Nocera Superiore.

«L’ipotesi che le due Nocera possano unirsi è sul tavolo e che una riflessione seria bisognerebbe pur farla non è una semplice boutade da social network», spiega Oliva. «Anzi, è buttare un amo per costringere tutti noi a parlarne in maniera concreta. Se veramente è un’opportunità o meno, quali sono i punti che accomunano le due comunità». Così il portavoce di Polis afferma che il movimento da lui creato è disponibile a fare da punto d’incontro per un’iniziativa pubblica. Ad intervenire sulla questione è proprio il sindaco nocerino Torquato, che sulla possibilità di un incontro si dice favorevole.

SONDAGGIO: COME LA PENSATE?

«Non sarà una novità. D’altronde ne abbiamo già patrocinato e fatto un primo grazie all’Opg con la presentazione di una tesi di studio di Luca Denis Nota presso Palazzo di Città. Oltre ad un incontro tra i consiglieri comunali a Nocera Superiore nel 2012. Penso sia però importante riproporre dopo due anni un incontro pubblico – continua Torquato – perché questa esigenza è quanto mai sentita. Ancora di più in una fase in cui le province vanno ad estinguersi e le attività di macro-aree intercomunali per quanto omogenee, pensiamo all’Agro, stentano a farsi strada». Sulla possibilità di organizzare una manifestazione Torquato non vede ostacoli. «Ovviamente i matrimoni si fanno in due. Nocera inferiore è pronta. Bisognerà coinvolgere di più il comune gemello di Nocera Superiore e spiegare che gli spauracchi agitati all’epoca non hanno oggi ragione d’essere. Mi riferisco a quelli sullo stato delle finanze del nostro ente». Sulla tempistica della fusione, il primo cittadino non si sbilancia.

«Non so quanto prossima, ma prima la facciamo meglio sarà per tutti i nocerini. Avremo una grande città di rango, di circa 80 mila abitanti».

A fargli eco, Antonio Pecoraro, storico locale e ispettore onorario Mibact. «Il 10 ottobre organizzeremo il terzo incontro sul progetto di interramento della ferrovia, valorizzazione dei beni nocerini e creazione di un Parco che unisca le due Nocera con Pompei. A quel punto è chiaro che dovrà esserci anche una fusione amministrativa. Il collegamento è nella logica delle cose».

A distanza di tre anni dalla sua tesi su Nocera e la fusione, il giovane studioso Luca Denis Nota, che realizzò anche un sondaggio su chi volesse o meno il referendum, fa il punto della situazione odierna. «I risultati empirici validi allora, adesso non lo sono più. A Nocera Superiore c’era più diffidenza ma non mancavano i cittadini che sarebbero andati a votare positivamente al referendum. In quel lavoro ho assunto un profilo completamente neutro. Ma la mia opinione personale è che questa possa essere un’occasione di crescita, se ben gestita. Molti a Nocera Superiore hanno paura di diventare una periferia. Ma può diventare una piattaforma di opportunità e fare della città il secondo centro più importante dopo il capoluogo».

Ci va cauto invece Antonio Senatore, ex vicesindaco sotto l’amministrazione di Gaetano Montalbano. «Ritengo si debba fare chiarezza, sulle esigenze del territorio, sulla condizione economica delle due città e soprattutto in rapporto alla realizzazione del Puc. Si devono verificare le condizioni politiche e fare in modo che il comune più piccolo non venga soppresso da quello più grande. Intanto non sappiamo ancora l’atteggiamento di questa nuova amministrazione Cuofano sull’argomento».