IL FATTO

Un campetto in memoria di Seid

Omaggio dell’Atletico Vitalica: «Lo sport simbolo di integrazione»

SARNO - Un campetto di calcio sarà intitolato a Seid Visin . L’Atletico Vitalica dedicherà l’impianto che ospita la squadra di calcio a 5 al giovane calciatore di origine etiope adottato da una famiglia di Nocera Inferiore quando era bambino, morto suicida lo scorso giugno. La struttura si trova a Lavorate di Sarno. «Dal 10 ottobre prossimo - ha annunciato la squadra - il nostro campetto di calcio a 5 porterà il nome di Seid. Terremo vivo il suo ricordo e porteremo avanti le sue battaglie ». L’Atletico Vitalica, squadra di calcio a 5 di Sarno, omaggerà così Seid Visin, «atleta talentuoso ed eclettico». Nato in Etiopia venti anni fa, a sette anni era stato adottato da Walter e Maddalena, una giovane coppia di Nocera Inferiore. Ex delle giovanili del Milan, dell’Inter e del Benevento, aveva lasciato il calcio che conta ed aveva deciso di indossare la maglietta della società del presidente Nello Gaito.

«Per noi è stato un onore - dicono in coro quelli del Vitalica Ora siamo intenzionati a portare avanti la sua lotta contro ogni forma di discriminazione». L’appuntamento è per domenica 10 ottobre alle 18. Una gigantografia con l'immagine di Seid, realizzata da Adv Kaidos sarà di fianco al tappeto verde. Durante l’evento si terrà una tavola rotonda sul tema: «Il ruolo dello sport nell’integrazione sociale e nella lotta all’emarginazione». Argomento che sta molto a cuore agli ex compagni di squadra di Seid e alla sua famiglia. Nei mesi scorsi il papà del calciatore, Walter Visin , incontrando dei giovani aveva affermato: «Siate capaci di cambiare il mondo e di sconfiggere ignoranza». L’appello alle nuove generazioni fu: «Vi chiedo con il cuore spezzato di un padre e di una madre di cambiare e fermare queste discriminazioni, voi siete la linfa vitale della nostra società e dovete, con la vostra unione, riuscire a cambiare il mondo dove l'ignoranza e l'ipocrisia dilagano senza argini. Combattete tutte le discriminazioni, come voleva mio figlio Seid».

(sda)