Umidità nelle case popolari Sono pronti 70mila euro 

L’amministrazione destina alle case di via Ferrara una parte dei fondi stanziati  Il resto del finanziamento servirà a rimuovere le ultime carcasse di container

Zero prefabbricati entro la fine di quest’anno. Si fa più concreto il traguardo fissato dall’Amministrazione comunale per ricucire definitivamente una ferita che il territorio cittadino si trascina ormai dal terremoto del 1980. Con la riprogrammazione dei fondi ex legge 219 del 1981 – con la quale lo Stato forniva sussidio economico per la ricostruzione a tutti i comuni interessati dal terremoto dell’Irpinia – il Comune di Cava de’ Tirreni ha ora a disposizione circa 350mila euro che, per la maggior parte, saranno utilizzati per la rimozione e la bonifica delle aree containers che ancora insistono sul territorio; un’altra parte, invece, sarà destinata alla manutenzione e alla risoluzione dei problemi riscontrati negli anni dagli ex-terremotati che, dopo aver vissuto nei container e a seguito di lunghe trafile burocratiche, si sono visti finalmente assegnare un alloggio popolare che però presentava gravi carenze strutturali soprattutto in materia di infiltrazioni di acqua e di umidità.
Il caso specifico riguarda le ormai famigerate palazzine colorate di via Luigi Ferrara, nella frazione di Pregiato, ultimate per due terzi del progetto iniziale e il cui cantiere del terzo lotto risulta allo stato ancora bloccato per i problemi che ci sono stati con la ditta appaltatrice. Per risolvere queste ed altre difficoltà, dunque, l’Amministrazione ha già votato in Consiglio comunale la ridestinazione dei fondi ex legge 219/81. Dei 350mila euro a disposizione 70mila saranno usati per la messa a nuovo delle palazzine colorate di via Luigi Ferrara; i restanti 260mila, invece, per rimuovere le carcasse degli ultimi containers che ancora insistono nelle aree della frazione Maddalena e di Pregiato (i restanti 20mila, invece, sono stati già utilizzati per alcuni lavori di rifinitura nei cantieri della scuola elementare di Santa Lucia).
Dei due interventi, dunque, fari puntati soprattutto sulla questione restyling case popolari. Da anni, infatti, le abitazioni – seppure di recente costruzione – versano in condizioni di precaria vivibilità. Più volte gli assegnatari sono stati protagonisti di rimostranze e lamentele varie: passino infatti i garage incompleti o gli ascensori mai installati, ma a preoccupare più volte sono stati i cedimenti di intonaco e i soffitti pregni di muffa e infiltrazioni. Tant’è che ormai l’esclamazione “Si stava meglio nei prefabbricati” vede d’accordo la maggior parte dei residenti delle case di Pregiato. La questione è stata più volte all’attenzione del dibattito cittadino anche perché il terzo lotto resta attualmente incompleto e bloccato. Il tutto a causa dei problemi sorti tra le ditte appaltatrici che negli anni si sono susseguite e l’amministrazione stessa.
Giuseppe Ferrara
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