«Tribunale di Sala, errore averlo chiuso» 

L’ex procuratore assessore regionale alla legalità, Roberti: una decisione folle, gravi i danni nel contrasto alla criminalità

SALA CONSILINA. «Chiudere il Tribunale di Sala Consilina è stata una follia. Bisogna arrivare ad una prospettiva di riapertura dei tribunali minori soppressi con la riforma legislativa di qualche anno fa attraverso una indagine su quelle che sono state le conseguenze negative della chiusura». Con queste parole Franco Roberti, ex procuratore nazionale Antimafia ed ora assessore regionale alla Legalità si è espresso in merito alla riforma della geografia giudiziaria che nel 2013 ha portato alla chiusura su tutto il territorio nazionale di 30 tribunali e tra questi anche quello di Sala Consilina che dal 13 settembre del 2013 è stato chiuso ed accorpato a quello di Lagonegro, più piccolo e ubicato tra l’altro anche in un’altra regione (Basilicata).
Roberti è intervenuto sulla questione nel corso del convegno dal titolo “Riaprire i tribunali soppressi per migliorare la giustizia e ridare dignità ai territori” tenutosi a Sant’Angelo dei Lombardi che nel 2013 ha subito la chiusura del proprio tribunale. «Nel 2012 ero Procuratore a Salerno ed io e il consiglio giudiziario presso la Corte di Appello di Salero - ha spiegato Roberti - trovammo folle sopprimere il Tribunale di Sala Consilina e dimostrammo che il territorio di competenza della giurisdizione di Sala Consilina avrebbe riportato un danno molto grave sul piano del controllo territoriale della criminalità organizzata e comune, ma non ci fu verso di scongiurare la soppressione. Io sono stato da sempre un giudice di prossimità, ho cominciato come pretore mandamentale e sono rimasto affezionato all’idea di un giudice che si occupasse dei reati più prossimi alla collettività. Bisogna rivedere la riforma del 2012 e dimostrare che è necessario riaprire i tribunali e che la riforma ha provocato un danno». Al convegno hanno preso parte anche numerosi avvocati ed amministratori provenienti anche da altri Comuni che hanno subito il taglio dei servizi di giustizia negli anni scorsi. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone, l’avvocato Elisabetta Giordano e l’avvocato Antonello Rivellese, presidente dell’associazione “Igino Cappelli”. «Sala Consilina - ha detto il sindaco Cavallone nel suo intervento - ha subito una deportazione in un’altra regione con l’accorpamento a Lagonegro e adesso siamo accerchiati dalla criminalità che sale dalla Calabria e scende dall’Agro Nocerino Sarnese, come evidenziato negli anni scorsi anche dal procuratore Roberti». L’assessore regionale alla Legalità ha concluso il suo intervento invitando tutte le parti a non mollare perché «la battaglia non sarà breve e non facile ma deve essere portata avanti nell’interesse della giustizia e del cittadino».
Erminio Cioffi
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