Cilento

Trenta frane per 30 chilometri: "viaggio" sulla Provinciale 16

Record di smottamenti tra Sapri e Caselle: ce n’è uno ogni chilometro. In alcuni punti si attendono interventi da oltre 10 anni e la viabilità è in ginocchio

Trentasei chilometri che assomigliano ad altrettanti granelli del mistero doloroso di un rosario di catrame; con una frana, una deviazione, un intoppo ogni chilometro. La strada provinciale 16, che collega Sapri a Torraca, Tortorella, Casaletto Spartano e Caselle in Pittari è diventata ormai una delle arterie viarie del Basso Cilento più martoriate da frane e smottamenti, mettendo in ginocchio una popolazione di oltre 5000 abitanti.

Cilento, ecco la provinciale 16: la strada delle frane
Nei 36 chilometri tra Sapri e Caselle in Pittari c'è una frana o una deviazione ogni chilometro. Ecco alcune immagini dalla strada dei record di smottamenti (video di Tommaso Siani)

Si comincia già al km 2, contrada San Martino: oltre un anno e mezzo fa parte dell’asfalto crollò provocando un restringimento della carreggiata, che è ancora lì. In teoria potrebbero passare solo auto e piccoli furgoni, in pratica ci passano tutti. Per un mese, a causa di questa frana, sulla sp 16 fu vietato il transito per oltre 4 km: chi doveva raggiungere Torraca e gli altri comuni a monte era costretto ad utilizzare una scorciatoia ancora più impervia e scoscesa.

Si arriva a Torraca e appena superate le ultime case la strada si restringe ulteriormente, poco prima di arrivare al curvone nei pressi del cimitero. Per queste due frane, a valle ed a monte del centro abitato, sono stati già appaltati lavori per 500mila euro, ma i cantieri rischiano di slittare per i ricorsi delle altre ditte che hanno partecipato alla gara. In un paesaggio quasi lunare, tra smottamenti e piccole voragini - una ogni chilometro - ecco la rotonda dove confluiscono la Tortorella-Mare ed il breve tratto che sale a Tortorella.

Restando sulla provinciale 16, ci dirigiamo verso Casaletto Spartano. Neanche 500 metri, in una doppia curva, è quasi un decennio che il muro di sostegno a lato della strada rimane piegato dal peso di terra e pietre. Prima della frazione di Battaglia, nei pressi della fontana del Convento ed a pochi passi dal palazzo baronale dei Gallotti, altra voragine e restringimento: non si tratta, in questo caso, di un problema recente ma di roba risalente ad oltre 10 anni fa.

Sono state, invece, le recenti piogge a provocare la caduta di terra, fango e massi nel tratto tra Battaglia ed il bivio per la provinciale verso le contrade montane di Casaletto, il Fortino, Lagonegro e l’innesto A3. Un enorme cumulo marrone che ha invaso la carreggiata permettendo a stento alle vetture di passare. Alcuni automobilisti solo per miracolo non sono stati investiti da questa mini-valanga, ma la situazione potrebbe peggiorare. Subito dopo aver superato l’oasi del Capello, caratterizzata dai meravigliosi giochi d’acqua del Rio Casaletto, e l’abitato di Casaletto Spartano ecco un altro sbarramento. Per proseguire verso Caselle bisogna arrampicarsi sulla mini-variante che si riaggancia alla provinciale subito dopo il cimitero. Giusto un anno fa, a poche decine di metri di distanza dall’ingresso del camposanto, un insieme di grossi massi è venuto giù dal monte Valicorvo, dove l’antico sentiero delle Rocche porta i pellegrini al santuario della Madonna dei Martiri.

In questo caso gli amministratori sperano in un prossimo, cospicuo finanziamento Ue, soprattutto per la bonifica e consolidamento del costone roccioso. Nei restanti 10 chilometri, attraversati per un brevissimo tratto dal territorio comunale di Morigerati, è frequente la caduta di piccoli massi; la strada è dissestata in più punti. Il viaggio si conclude a Caselle in Pittari con l’innesto sulla vecchia statale 517 “Bussentina”. Qui una pietra miliare è l’ultima stazione di una delle “via crucis” d’asfalto della nostra provincia.