Terremoto 1980, Buccino. «Il centro rischia il crollo»

Dalla polvere emersi tanti importanti reperti storici. Un museo a cielo aperto che però andrebbe chiuso

• Buccino. Scalare il colle diBuccino è come aggirarsi tra i reperti di un’antica civiltá. Un museo a cielo aperto, una cittá nella cittá. Il terremoto in questo piccolo borgo, non ha creato solo distruzione e morte. Dalla polvere è riemerso quello che potrebbe essere il vero volano di questa terra: l’antica Volcei, che si sviluppa interamente sotto il centro storico di Buccino. Rinvenimenti di straordinario interesse storico - di cui si aveva giá notizia nella cittá che diede i natali a Marcello Gigante, compianto studioso delle antichitá classiche e bizantine - ma che sono emersi nella loro possenza solo dopo quella tragedia. Il Comune, la Soprintedenza, hanno creato un parco archeologico urbano unico nel suo genere. Reperti conservati anche nel nuovo museo, nato lo scorso anno nell’ex convento degli eremitani di Sant’Agostino.

• Eppure, il sindaco Pasquale Via dovrebbe prendere carta e penna e scrivere una bella ordinanza di interdizione all’accesso per l’intera area, oltre a far sgomberare completamente la gente che vi abita. Dovrebbe piazzare un bel cartello di divieto d’accesso, invece si assume enormi responsabilitá per la pubblica sicurezza. Perché a causa del blocco dei fondi per le ristrutturazioni, molte case non sono state riparate. E sorgono proprio a fianco a quelle rifatte e abitate, creando evidenti pericoli di incolumitá. «E che faccio?Creo una nuova tendopoli?», ci chiede ironicamente quando c’accoglie nell’ex convento, che fa anche da municipio oltre che da museo. In mano ha un voluminoso dossier, cartaceo e fotografico, che elenca nel dettaglio i pericoli che ci sono in quel centro storico, dove la ricostruzione è avvenuta a macchia di leopardo, inviato all’ex capo della protezione civile Bertolaso e al prefetto di Salerno.

• «Tutto ciò è assurdo. Lo Stato ha investito molto in quest’area per il parco archeologico, il "museo da vivere" unico in Italia - spiega. Eppure, io dovrei chiuderlo perché un’altra faccia dello stesso Stato non elargisce da anni i soldi per mettere in sicurezza la zona, riparando le altre abitazioni che aspettano di essere ristrutturate e che creano evidenti pericoli per chi vi abita, ma anche per i visitatori, i turisti, italiani e stranieri che qui arrivano a visitare i reperti».

• All’appello mancano almeno 58 milioni di euro, necessari per la messa in sicurezza del centro storico di Buccino. «In questi anni molte aree interne abbandonate, com’era per Buccino, hanno avuto un forte sostegno da parte della Regione - spiegaVia. Oggi c’è una realtá culturale emergente che impone di prendere atto della situazione».

• Anche Via, come il suo collega di San Gregorio Magno, col quale collabora attivamente, è entrato nell’amministrazione del suo comune negli anni appena successivi al terremoto, prima come assessore poi come vicesindaco. «Qui le cose sono state fatte con molta oculatezza. Abbiamo creato paesi sani, tenuto lontano la delinquenza, vere nicchie di salute - dice. Le istituzioni dovrebbero prendere a modello le nostre storie, ma oggi dobbiamo completare queste opere. Le istituzioni non possono abbandonare così i nostri paesi: il silenzio può essere peggiore del sisma».

• Itempi in cui si volevano impiantare le imprese per la lavorazione del tonno sono passati. A Buccino calpesti la storia, cogli i frutti di una terra generosa. Si produce un terzo dell’olio delle Colline salernitane dop di tutta la provincia. Ma, grazie all’estrema varietá del paesaggio - che offre spunti per passeggiate verso itinerari fluviali (Sele -Tanagro) o montani - si cerca di sviluppare anche un certo tipo di turismo. Piccoli paesi in cui i giovani hanno voglia di restare e che guardano con fiducia al futuro. Ed è un fatto giá straordinario.
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