Tensione ed altruismo Salerno in lockdown nel volume di Romano

La pandemia da Covid, alla quale il giornalista Paolo Romano ha dedicato il libro “La storia del Coronavirus a Salerno ed in Campania”, che sarà presentato oggi alle 20 e 30 al Largo Barbuti a...

La pandemia da Covid, alla quale il giornalista Paolo Romano ha dedicato il libro “La storia del Coronavirus a Salerno ed in Campania”, che sarà presentato oggi alle 20 e 30 al Largo Barbuti a Salerno, oltre ad essere un evento che ha mutato il collettivo modus vivendi riguardo i rapporti sociali, le abitudini lavorative e relazionali della civiltà, è stata anche un’irripetibile occasione per delineare un quadro antropologico e storico delle città. Pure di Salerno. Romano, reduce dalla recente pubblicazione de “La storia di Salerno”, durante il lockdown ha lavorato a “La storia del Coronavirus a Salerno ed in Campania” (Typimedia Edizioni): un diario di viaggio, un libro di memorie, la storia di questa pandemia che ha visto alternarsi momenti di tensione a quelli di solidarietà.
L’autore mette sotto la lente d’ingrandimento Salerno e la Campania. «È un libro ricco di speranza e di emozione - dice - un documento che fra molti anni potrebbe essere consultato per comprendere la forza di una comunità che ha vissuto cento giorni come se fossero stati cento anni». Gli scaffali delle librerie, in questi mesi, sono stati già abbondantemente riempiti da libri che raccontano la pandemia, saturi di dati e statistiche che hanno fatto da contorno nei quotidiani “bollettini di guerra”. Romano si scosta da tutto ciò: consegna al lettore un compendio di storie che danno un senso a questo periodo di smarrimento. «Racconto di Vito De Feo - dice l’autore - ingegnere chiamato in Inghilterra a far parte della Task Force Covid con il compito di elaborare un indice di sviluppo dei contagi; racconto di Ciro Casella, pizzaiolo salernitano che, con il suo locale a New York frequentato, tra gli altri, dal Sindaco De Blasio e Spike Lee, sente il dovere civico ed umano di far giungere le sue pizze nei reparti dell’Ospedale della città». E poi il lavoro del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, e del ritrovato «spirito regionale», ché «ci siamo definiti campani, non salernitani, napoletani, casertani o avellinesi», dice l’autore. Alla presentazione, moderata dalla giornalista Barbara Cangiano, oltre all’autore interverranno il presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli, l’assessore alla cultura Antonia Willburger, l’editore Luigi Carletti e la giornalista Ersilia Gillio. E il musicista Max Maffia.
Stefano Pignataro
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