L'INTERVISTA

«Sud, tanti piani decennali Il nodo resta la formazione»

Bianchi: giusta la fretta del presidente ma bisogna coinvolgere città e Regioni

SALERNO - Il “capitale” uomo da investire in una politica capace di garantire certezze ai mercati e risposte alle esigenze dei cittadini, guardando al lungo periodo per fugare dubbi che determinano mancato sviluppo-benessere comunitario. Insomma l’esatto contrario del salto della rana, potente ma a breve raggio, quello che indica per l’Italia intera da Nord a Sud l’economista Patrizio Bianchi assessore in carica della Regione Emilia-Romagna a Lavoro e Università .
Il premier Giuseppe Conte nella visita di venerdì a Vallo della Lucania, a fronte del “Manifesto per il Mezzogiorno” presentatogli dalla Fondazione Grande Lucania presieduta da senatore Francesco Castiello con soluzioni a 10 criticità avvertite dalle comunità, ha sottolineato di avere fretta di fare.
Bisogna riconquistare il futuro. Chiaro che questo determina tempi in cui non possiamo perdere davvero un minuto. Di qui, credo, la volontà del presidente Conte di avere fretta. Il Paese ha fretta. Ma la fretta non è soltanto determinata da un’emergenza, come il terremoto, per cui siamo capaci di mobilitarci.
Attenti, quindi, ad accelerare sulle soluzioni?
Un paese come l’Italia, ma la stessa Europa, non può vivere su un’area ristretta e così concentrata di crescita che prende un pezzo della Germania, del Nord Italia, di Francia e la Svizzera con delle frecce verso Barcellona, Parigi e Berlino. Ribaltando sull’Italia ecco il triangolo dello sviluppo Milano-Bologna-Padova ha lasciato indietro il vecchio triangolo Milano-Torino-Genova determinando grandi difficoltà in tutto il Centro-Sud.

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