LA DECISIONE

Strage del bus in Irpinia, otto condanne e sette assoluzioni

In primo grado dodici anni al proprietario del mezzo, otto alla funzionaria salernitana della Motorizzazione civile di Napoli. La rabbia dei parenti delle 40 vittime

Otto condanne e sette assoluzioni per i 15 imputati nel processo per la strage sulla A16 avvenuta il 28 luglio 2013. Dodici anni di reclusione per Gennaro Lametta, il proprietario del bus che fu noleggiato da una comitiva di pellegrini di Pozzuoli e precipitò dal viadotto Acqualonga, incidente nel quale morirono 40 persone. E' la condanna più grave inflitta dal giudice monocratico di Avellino, Luigi Buono, nel processo per la strage del viadotto di Acqualonga nell'estate del 2013, che ha riconosciuto per lui l'omicidio colposo plurimo, il disastro colposo e il falso per la revisione del bus. Otto anni di reclusione sono stati inflitti alla funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, la salernitana Antonietta Ceriola originaria di Giffoni Sei Casali, mentre il collega Vittorio Saulino è stato assolto. Tra i dirigenti di Autostrade per l'Italia, assieme all'ad Giovanni Castellucci, sono stati assolti anche Riccardo Mollo, Giulio Massimo Fornaci, Antonio Sorrentino, Michele Maietta e Marco Perna. Condannati a 5 anni di reclusione per disastro colposo e omissione in atti d'ufficio l'ex direttore di tronco Michele Renzi, Paolo Berti, Bruno Gerardi, Gianni Marrone. Sei anni di reclusione per Nicola Spadavecchia e Gianluca De Franceschi. I parenti delle vittime hanno bloccato l'aula e chiedono di incontrare il giudice, contro il quale si sono scagliati verbalmente con veemenza.