I DISAGI

Strade della vergogna: la solita estate di caos

Un’ora per percorrere solo 15 chilometri sul raccordo Salerno-Avellino
 

SALERNO - Ben 105 minuti per percorrere 45 chilometri in auto. Un’ora e mezza: è lo stesso tempo che si impiega per imbarcarsi su un aereo a Milano e atterrare all’aeroporto napoletano di Capodichino. È lo scenario che si è presentato ieri sulle principali arterie autostradali di Salerno che, nel primo vero weekend dell’estate del Covid, sono andate letteralmente in tilt, facendo emergere ancora una volta quei problemi strutturali denunciati da tempo immemore e che, di fatto, penalizzano lo sviluppo di un territorio che con migliori collegamenti potrebbe spiccare il volo anche nel settore del turismo. Infrastrutture solo annunciate, fondi stanziati e bloccati, opere pubbliche inutili, una rete stradale come nel Novecento. Tutti in fila, dalle barriere di Nocera Inferiore e Mercato San Severino per giungere fino alle porte del Cilento: è lo scenario che ha rallentato la giornata non solo di chi ha raggiunto (con ampio ritardo) le località turistiche dell’area a Sud del Salernitano ma anche i tanti lavoratori diretti nei principali centri della Piana del Sele o verso la Lucania e la Calabria. E la stessa situazione si è presentata anche sulle “vie del mare”. Una vera e propria Odissea che si ripresenta ad ogni estate. Che nessuno riesce a risolvere. E su cui nessuno vigila: i controlli di vigili urbani, carabinieri, polizia stradale sono stati praticamente nulli. E nei punti caldi, dunque, ha vinto la gestione “fai da te”, con le inevitabili tensioni fra gli automobilisti. Una situazione completamente opposta a quanto visto negli scorsi mesi: nel corso del lockdown, decine di mezzi delle forze dell’ordine sono rimasti in strada a presidiare il nulla. Adesso, col caos, non c’è nessuno.

Raccordo, lavori e tamponamenti. Ore 9: sul raccordo Salerno-Avellino già regna il caos. I “sintomi” delle prime code si registrano dopo la barriera di Mercato San Severino: auto e camion si “mischiano”, procedendo con le marce basse già prima dell’uscita per il Campus universitario. Gli automobilisti, poi, innestano la prima all’altezza di Fisciano: a un chilometro dallo svincolo, infatti, si inizia a procedere a passo d'uomo. Il motivo? Nei pressi dell’uscita di Baronissi - ma pure in altri punti dell’unico by-pass fra Nord e Sud della Salerno-Pompei-Napoli - ci sono lavori in corso: l’Anas sta installando le “barriere intelligenti”, quelle che in caso di incidente segnalano automaticamente alle forze dell’ordine uno scontro. Non solo: da circa una settimana, infatti, è cominciato il rifacimento dell’asfalto. Così si crea un imbuto che costringe gli automobilisti - sia in direzione Nord che Sud - a procedere su un’unica corsia di un arteria che presenta troppe carenze strutturali. Il raccordo Salerno-Avellino fu ideato e costruito troppi anni fa, quando il traffico dei veicoli non era così sostenuto: e così quella strada è diventata ormai vetusta, strutturalmente non più in grado di sopportare l’enorme passaggio su sole due corsie. Questioni risapute. E che tornano ciclicamente agli onori delle cronache. Basta un piccolo contraccolpo per creare il caos. Come ieri mattina: il già congestionato traffico, infatti, si è poi paralizzato a causa di un tamponamento. Cinque i veicoli coinvolti con gli occupanti che, per fortuna, non hanno riportato gravi ferite. Ma quelle auto sono rimaste nel bel mezzo della sede stradale in attesa dei soccorsi. Il panico più assoluto: per percorrere i 15 chilometri del tratto irnino del raccordo fino all’uscita di Fratte - dove, come al solito, gli incolonnamenti dei mezzi diretti al capoluogo sono una costante - c’è voluta quasi un’ora. E non è andata meglio a chi ha optato per la viabilità ordinaria: traffico paralizzato nel centro abitato di Baronissi, sulla statale dei Principati - in particolare nei pressi del centro commerciale Le Cotoniere - e poi sulle arterie cittadine a Salerno.

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