L'INTERVISTA

Speranza dal Ceinge: «I test sulla saliva? Ci vorrà del tempo»

La sperimentazione tutta “made in Campania” va avanti. Il professore Castaldo: «Stiamo saggiando la loro validità»

SALERNO - Una ricerca “made in Campania” che sta andando avanti per regalare all’utenza un sistema in grado di velocizzare i test per scoprire la presenza del coronavirus. È sui tamponi salivari, finanziata da Palazzo Santa Lucia e portata avanti dal Ceinge, l’eccellenza fondata negli anni Ottanta dal professore Francesco Salvatore che opera nel campo della biologia molecolare e delle biotecnologie avanzate applicate alla salute dell’uomo. Una speranza per il governatore Vincenzo De Luca che lunedì ha evidenziato come sia deciso ad utilizzare questo nuovo tipo d’esame - quando sarà disponibile e validato - per controllare gli studenti degli istituti del territorio. Una speranza anche per il professore Giuseppe Castaldo, responsabile della diagnostica dei Ceinge e ordinario di Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Napoli Federico II, che insieme a tanti ricercatori - tutti campani - sta portando avanti gli “esperimenti” per giungere alla validazione del test e renderlo disponibile. Servirà ancora del tempo ma, intanto, la ricerca continua a gonfie vele. Dimostrando come nell’emergenza provocata dall’epidemia di coronavirus le eccellenze del territorio siano riuscite a mettere a disposizione tutta la loro esperienza e i loro studi per provare a dare un concreto aiuto.

Professore Castaldo, come sta procedendo la ricerca sui tamponi salivari?

Siamo in una fase di ricerca scientifica su un progetto finanziato dalla Regione per “saggiare” la validità di questi test.

Si tratta, dunque, ancora di una fase di sperimentazione.

Sì. È una linea di ricerca scientifica per valutare la fattibilità tecnica di questi esami. Se la nostra ricerca fosse validata, la sperimentazione può essere trasformata in test.

Quali saranno i prossimi passi che effettuerete?

C’è bisogno di un continuo confronto scientifico per comprendere se il test salivare abbia lo stesso grado di efficacia del tampone oro-faringeo. Appena avremo i risultati, saremo in grado di metterli a disposizione dell’utenza.

Come funziona questo test?

Bisogna partire da un principio: il Covid-19 per vivere e sopravvivere ha bisogno delle cellule. Nei test, le cellule possono essere prelevate anche con la saliva in quanto, all’interno, ce ne sono alcune di sfaldamento. Stiamo capendo se all’interno della saliva è presente un numero sufficiente di cellule che permette di comprendere la presenza dell’infezione. Il prelievo nel tampone oro-faringeo ha già dimostrato una buona efficacia diagnostica, adesso dobbiamo sperimentare e comprendere se il test salivare ha la stessa valenza.

(ale.mos.)