Federico Paolino

L'INTERVISTA

Speed date all'Ateneo di Salerno, lo psicologo: «Scelta lodevole ma in 3 minuti non ci si conosce»

L'esperto Francesco Paolino: «Non si trasformi in un vero consumismo sessuale»

Speed date promosso con riserva da Federico Paolino, psicologo clinico e psicoanalista da tempo impegnato sul fronte degli adolescenti e dei giovani adulti.

Cosa ne pensa dell’iniziativa organizzata per mercoledì all’Università?

Può facilitare le relazioni, a patto che non si trasformi in un vero consumismo sessuale.

In che senso?

Che prenda corpo il concetto di “società liquida” coniato dal sociologo Zygmunt Bauman. Il rischio di una lettura superficiale dell’altro interlocutore c’è sicuramente. Ecco perché è necessario un approfondimento successivo della conoscenza.

Perché questo evento attira, oltre agli adulti, anche i giovani e, nel caso specifico, degli studenti universitari?

Attira le persone sole e favorisce le relazioni o pseudo tali. Queste ultime al momento sono protette dal computer e vari social. Lì c’è tutto un gioco legato all’attrazione verso l’altro. Ecco perché lo speed date deve puntare ad altro se vuole essere diverso.

Tuttavia, va notata l’inversione di tendenza rispetto al mondo dei social.

Perché su Facebook e Instagram non è tutto oro quel che luccica. Questa iniziativa dei ragazzi è sicuramente un segnale in tal senso.

Dunque si ritorna all’antico.

Certamente l’approccio è più personale e meno asettico. Ma attenzione.

A cosa?

In trenta secondi o 3 minuti cosa si pensa di proporre a chi ci sta ascoltando? Ovviamente la propria maschera-idea. Si lascia lo spazio al proprio lato di seduttori. Ribadisco che il rischio c’è perché nessuno dirà a uno sconosciuto di avere tanti difetti e di non essere una brava persona. Si tenderà a idealizzare.

Se un suo paziente le comunicasse la volontà di prendere parte a uno speed date lei cosa direbbe? Sarebbe favorevole?

Più che dare il mio consenso farei un’altra operazione.

Quale?

Capirei le motivazioni che hanno spinto il miopaziente a voler partecipare a un’iniziativa del genere. Cercherei di comprendere le aspettative che ripone nello speed date. Tenderei a fare luce su quello che vuole e non perché lo vuole.

Dunque speed date promosso con riserva?

È certamente una facilitazione, tuttavia non è la realtà. Nessuno dei partecipanti dirà la verità su se stesso. Per quello ci vorranno più dei canonici tre minuti concessi.

Da questa iniziativa emerge comunque una difficoltà tra i giovani a relazionarsi con l’altro sesso.

Si fa fatica a corteggiare. Non si sa più aspettare e soprattutto non si sa più accettare un rifiuto. Prima, dopo un eventuale no, si rispettava la decisione dell’altro, adesso le cose sembrano un po’ cambiate. Ecco perché, oltre lo speed date, è fondamentale una conoscenza complessiva e più approfondita.(d.g.)

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