AMBIENTE

Sergio Costa e il fiume Sarno: «Lo scempio finirà»

Il ministro è tornato nel Salernitano per un sopralluogo lungo tutto il corso d’acqua

SCAFATI - Promessa mantenuta. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, dopo il convegno sull’emergenza del fiume Sarno tenutosi a Scafati, è ritornato in Campania. Stavolta l’esponente del Governo Conte ha visitato più punti delle province di Salerno, Avellino e Napoli, toccando con mano il degrado che vivono i cittadini di Montoro, Mercato San Severino, Sarno, Striano, San Marzano sul Sarno e Scafati. Il generale dell’Arma dei carabinieri, accompagnato dai portavoce locali del Movimento 5 Stelle, è rimasto in zona per tutta la mattina prima di concludere la sua visita a Castellammare di Stabia. «Come avevo promesso sono tornato sul fiume Sarno ha detto - Voglio vederlo da monte a valle per capire e toccare con mano, perché se vogliamo iniziare a fare qualche cosa di serio, tutti insieme, governo, Regione, Province e i 42 sindaci dobbiamo capire di cosa si tratta. È giusto che lo Stato faccia un sopralluogo. Appassionati, tecnici ed esperti che mi stanno spiegando tutta la questione. Dobbiamo immaginare di affrontare questa cosa una volta per sempre, affrontarla bene senza nessuna fare promesse e dare falsi illusioni. Non facciamo miracoli. La promessa è l’impegno dimostrato, perché credo di essere l'unico ministro della Repubblica italiana che in un mese è venuto due volte qui per parlare di fiume Sarno. Sono dell’idea di costruire un masterplan che vuol dire un’idea che non ha tante piccole micro soluzioni, ma dove c’è un piano ampio con delle soluzioni dentro. Ognuno ha una serie di competenze su questa vicenda ma una volta che ho costruito la base, che è a semplicemente una base su cui poi si inizia a lavorare, ognuno opererà per le sue competenze. Dal mese di gennaio incontrerò i sindaci perché è giusto che tutti i primi cittadini abbiano il loro spazio. Non faccio differenze di colore o appartenenza. Serve costruire questo percorso, poi ognuno si prende le sue responsabilità. Bisogna completare l’opera di Jucci che ha fatto di sicuro un’opera meritoria. Ha iniziato un percorso ma a me quello che interessa non è raccogliere io come persona, ma segnare un solco con cui tutti partecipano in quell'unico disegno e ognuno faccia la sua parte. Questo è il concetto di coordinamento».

Domenico Gramazio