BUSINESS ILLEGALE

Sequestrati pannelli solari e batterie rubati al porto di Salerno

Blitz della Finanza: erano contenuti in sette container insieme a pezzi di motori e pneumatici diretti in Burkina Faso

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Sequestrati sette container pieni di rifiuti anche speciali, di pannelli fotovoltaici e accumulatori rubati pronti ad essere trasportati in Burkina Faso. Questo l’ingente quantitativo di materiale ritrovato al porto di Salerno, che in totale vale oltre un milione di euro, dalla Guardia di Finanza. I militari del Gruppo di Salerno, al comando del tenente colonnello Sebastiano Barbato , hanno anche denunciato sette persone, quattro ivoriani, due del Burkina Faso e un napoletano residente a Salerno, per ricettazione e traffico internazionale di rifiuti. Mentre i sei stranieri sarebbero stati coloro che spedivano la merce, ufficialmente masserizie, l’italiano si sarebbe occupato delle operazioni tecnico-doganali per l’imbarco dei container. I finanzieri sono arrivati alla scoperta grazie al preventivo esame della documentazione delle merci in movimento allo scalo salernitano. Sott’occhio dei militari del maggiore Carmine Bellucci è finita la documentazione relativa alla spedizione di masserizie contenute in sette container. È scattata subito un’indagine doganale e il carico è sembrato ancora più sospetto. A questo punto, avvertita la Procura di Salerno, è stata eseguita una perquisizione che ha portato alla scoperta del reale contenuto del trasporto. Se da un lato impressionante la spedizione di pneumatici, parti di motori ed accessori per auto e camion probabilmente utilizzati come pezzi di ricambio in Africa o di motori dei frigoriferi ancora con gas all’interno, dall’altro il ritrovamento di pannelli fotovoltaici e di accumulatori apre ipotesi investigative su scala nazionale. All’interno di alcuni container sono stati trovati un migliaio di pannelli fotovoltaici, quasi tutti con i cavi di alimentazione tranciati ancora attaccati in parte, segno evidente della provenienza furtiva. Furti diffusi in Italia: quelli rubarti al Nord e in particolare nel Friuli vanno nell’Europa dell’Est, quelli del Centro e Sud (in particolare Puglia e Campania) sono destinati al mercato africano dove vengono rivenduti a circa un quarto del loro valore commerciale (dagli 80 ai 600 euro, a seconda del modello e della potenza erogata). A novembre scorso, fu eseguita un’operazione della Procura di Livorno con 90 arresti (51 in Italia, tutti marocchini, e gli altri all’esterno) alcuni dei quali anche nel Salernitano. Gli arresti furono eseguiti in Toscana, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Abruzzo, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria. Ben 15mila furono i pannelli rubati tra Livorno, Pisa, Asti, Bari, Campobasso, Cuneo, Frosinone, Lecce, Pescara, Potenza, Salerno, Taranto, Terni, Verona, Viterbo. Nonostante questi arresti, il traffico di questi pannelli rubati non si è fermato, come dimostra l’operazione dei finanzieri di ieri a Salerno. C’è poi il ritrovamento di un migliaio di accumulatori, volgarmente dette batterie, tutti rubati a ponti radio dei vari gestori di telefonia mobile e rivenduti, solitamente, attorno ai 400 euro ciascuno in Africa. Le indagini. Sono in corso le attività investigative dei finanzieri del tenente colonnello Sebastiano Barbato e non si esclude che i sei africani possano essere prestanome dei reali organizzatori del traffico. Probabilmente i quattro ivoriani e i due del Burkina Faso erano necessari per giustificare la spedizione di quelle che ufficialmente viaggiavano come masserizie. I sei abitano tutti nella zona a Nord di Napoli e non si esclude che alle loro spalle agisca un’organizzazione che abbia contattato l’esperto in operazioni doganali, che risiede a Salerno ma è originario delle stessa zona del Napoletano. Le indagini dovranno anche risalire alle ditte che hanno smaltito i rifiuti e altro attraverso i sei africani, visto che ufficialmente nei container dovevano esserci masserizie.

Salvatore De Napoli

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