IL COMMENTO

Sepoltura gratis per i bimbi morti a Sarno: solo una carezza, di gratuito rimane il dolore

Ai genitori restano solo ricordi e pugni stretti e sogni vuoti e silenzi aspri e ruvidi

Il primo pensiero va a Menandro e al suo fin troppo celebre “muor giovane colui che gli dei amano”: ma è solo un pensiero, e forse non è neanche proprio il primo: è più il frutto di consolazioni cerebrali che ci inventiamo per dire l’indicibile, per dare un nome all’innominabile ,per chiudere gli occhi e farsi cullare dal dolore. L’iniziativa dell’amministrazione sarnese - rendere gratuite le operazioni cimiteriali in caso il decesso riguardi bambini da dieci anni in giù - è meritoria, certo, una carezza inattesa nel buio di chi resta a soffrire; ma resta appunto solo una carezza, che lenisce ma non cura, attenua e non cancella, illude e poi delude. Non c’è infatti nessun luogo al mondo nel quale perdere un figlio possa essere associato in qualche modo al concetto di gratuità, niente che renda anche solo lontanamente possibile l’idea folle di un guadagno. A prescindere dalle convinzioni religiose e dalle fedi, ci permettiamo di pensare che chi “muor giovane” muore e basta e il vuoto è enorme, troppo grande per essere definito, troppo vasto per essere riempito. Ai genitori restano solo ricordi e pugni stretti e sogni vuoti e silenzi aspri e ruvidi: gli occhi neri del loro angelo, i sorrisi irresistibili del loro tesoro, le smorfie del loro batuffolo; il naso le mani i piedi i respiri i sospiri, e le notti insonni per un banale raffreddore e le cure gli affanni le paure; le prime difficoltà a scuola; le prime feste. Complimenti al Comune di Sarno: una mano sulla spalla è sempre un bel gesto. Ma qui di gratis - e purtroppo per sempre - resta solo il dolore: e che gli dei di tutti i tempi si tengano pure i loro sentimenti: possiamo e vogliamo farne a meno.