Il giudice Mario Pagano

IL PROCESSO

Sentenze per gli amici, il magistrato rocchese Pagano dal gup

Per il giudice salernitano è fissata per il 13 novembre prossimo l’udienza preliminare

Compariranno davanti al gup del Tribunale di Napoli, Fabio Provviser , il prossimo tredici novembre i ventitré imputati coinvolti nell’inchiesta sulla gestione della sezione civile del tribunale di Salerno da parte di cricca costruita intorno al giudice Mario Pagano . In particolare, l’udienza preliminare riguarderà il magistrato Mario Pagano, suo cognato Nicola Montone, funzionario di cancelleria, suo fratello Carmine Pagano , sindaco di Roccapiemonte, gli imprenditori della sanità privata Luigi Celestre Angrisani , quale titolare di fatto della casa di cura Angrisani-Villa dei Fiori e la compagna Irene Miceli , Giovanni Di Giura e Riccardo De Falco, soci delle case di cura Silba-Villa Silvia e Materdomini, Roberto Leone, rappresentante legale della Royal Trophy, ancora, Eugenio Rainone , Renato Coppola , dipendente pubblico ritenuto factotum di Mario Pagano, Luigi Grimaldi, Assunta Ingenito, Filippo Romano, Peppino Sabatino, Gennaro Saviano, Giovanni Scarano, Giacomo Sessa, Gerarda Torino, Ermelinda Aliberti, il got Augusta Villani e il giudice di pace Davide Palladino , l'avvocato Giovanni Pagano e il commercialista salernitano Antonio Piluso. Secondo la ricostruzione dedei pm Ida Frongillo e Celeste Carrano, Mario Pagano avrebbe garantito «esito favorevole nelle cause civili in cui erano coinvolti imprenditori ai quali era legato da consolidati rapporti di amicizia». Secondo le contestazioni il giudice si sarebbe impegnato per seguire cause dei suoi amici imprenditori, per ottenere esiti favorevoli in cambio di regalie costose, somme di denaro girate alla Polisportiva Rocchese di cui era responsabile diretto e tramite familiari, e altre forniture di favore per l’agriturismo di Roccapiemonte che faceva capo alla sua persona, attraverso la “Eremo” proprietaria della struttura. La società in questione avrebbe ricevuto un finanziamento di 300mila euro a fondo perduto, con una operazione truffaldina eseguita attraverso l'apparente costituzione del capitale sociale e false fatture relative all’acquisto di materiali e forniture. Nelle accuse compaiono sentenze pilotate, tra cui quelle emesse a favore di Angrisani e la compagna Miceli, con la casa di cura di famiglia quale parte in causa,i n favore di De Falco e Di Giura in cui era parte la Silba Spa , casa di cura Villa Silvia e la Materdomini, la Royal Trophy, fornitrice del materiale sportivo della Rocchese e l'amministratore unico della 'Natura Mediterranea srl', Grimaldi. Tra gli amici del giudice Pagano, figura anche l'imprenditore Rainone, per la procura favorito in un contenzioso in cui era parte la Costruzioni Generali Rainone.

(a.t.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA