L'EMERGENZA EPIDEMIA

Scuola, rivolta a Cava: una bimba studia in piazza

Il sit-in della piccola attivista davanti al Comune risveglia i “no-Dad”: una diffida al primo cittadino

CAVA DE’ TIRRENI - Proteste a Cava de’ Tirreni per la decisione del sindaco Vincenzo Servalli di rimandare a lunedì prossimo il ritorno a scuola, considerata la diffusione del Covid nella valle metelliana (472, in totale, i positivi). Ma i genitori “no-Dad” sono saliti sulle barricate e preparano già le diffide. È bastato, infatti, che una bimba si sedesse al banchetto col suo zainetto davanti a Palazzo di Città, ieri mattina, per accendere la polemica. A farsi portavoce delle rimostranze dei genitori, sottolineando la necessità di garantire il diritto allo studio soprattutto per i più piccoli, è stato il giovane avvocato Gennaro Avagliano. «Non basta dire che c'è una situazione d'emergenza tale da poter derogare alla normativa nazionale. I presupposti non giustificano il provvedimento di Servalli. I dati ai quali ha attinto il sindaco sono indicativi e non dimostrano la presenza, oltre una certa soglia, di varianti al Covid nella popolazione scolastica ». Di qui la protesta silenziosa messa in atto ieri mattina in piazza Abbro, all’ombra del Comune, dove un papà ha collocato un banchetto di scuola e fatto sedere la sua bambina.

«Dimostrazione forte del senso di insofferenza che si respira in città - commenta Avagliano - , e il genitore in questione è stato saggio a non coinvolgere altre persone per evitare assembramenti. Ma il problema c’è e per questo ho invitato gli altri genitori interessati a sottoscrivere una diffida da inviare per conoscenza a Servalli, ma soprattutto al prefetto, rappresentante del governo sul territorio, affinché si proceda al ripristino di servizi essenziali e prestazioni previsti in zona rossa per il diritto all’istruzione ».

Sulla vicenda sono intervenuti anche gli esponenti politici locali di Potere al Popolo e del Movimento 5 Stelle. I “grillini”, in particolare, in una lettera al sindaco Servalli, hanno accusato l’amministrazione comunale di «brancolare nel buio dell’ignoranza e pensare di tenere chiuse le scuole per evitare il contagio», chiedendo piuttosto maggiori controlli su tutto il territorio cittadino, potenziando la campagna vaccinale. «In questo momento la scelta politica più giusta per il bene della collettività tutta - ha commentato, invece, Davide Trezza di Potere al Popolo - ci impone di non prendere la strada più facile ma bensì di predisporre uno screening completo della popolazione scolastica, prevedendo test rapidi antigenici per il ritorno a scuola in sicurezza».

Giuseppe Ferrara