Caos e proteste ieri mattina nella sede dell’Ufficio scolastico provinciale

IL CASO

Scuola nel caos in provincia di Salerno, farsa delle assegnazioni per i collaboratori

Incarichi affidati e poi revocati in meno di tre giorni: in 80 costretti a rifare le procedure. Ma sotto gli occhi della Digos

Incarichi assegnati e poi ritirati. Storie di una scuola salernitana che da mesi naviga a vista, senza avere ancora una guida. Storie come quella di ieri, con più di 80 collaboratori amministrativi riconvocati dall’Ufficio scolastico provinciale dopo aver già scelto la sede ma richiamati, dopo nemmeno una settimana, per rifare la procedura. Un sistema che implode su se stesso per la troppa fretta, perché da Napoli pressano e sollecitano a chiudere l’iter, per far credere che tutto sia ok. E così da un lato ci sono gli impiegati dell’ex provveditorato sotto stress, per aver lavorato a ritmo infernale in quest’ultimi giorni; dall’altro gli assistenti amministrativi esasperati per il continuo via vai e le mortificazioni subite finora. Morale della favola, per calmare gli animi, è dovuta intervenire la polizia e le operazioni all’interno dell’ufficio si sono svolte alla presenza della Digos.

La protesta. Alle 9 tanti assistenti amministrativi sono già in via Monticelli. Tutti hanno preso servizio il 7 settembre nelle scuole prescelte. E, in qualche caso, c’è pure chi ha già sottoscritto e pagato l’abbonamento annuale per usufruire del trasporto pubblico per raggiungere il posto di lavoro. Non sapendo, però, che di lì a pochi giorni sarebbe stata riaperta la procedura. La comunicazione della riconvocazione arriva il 10 settembre con “il calendario delle operazioni di conferimento delle supplenze per l’anno scolastico 2018/2019 per il profilo di assistente amministrativo”. Un adempimento già fatto qualche giorno prima ma che ora va ripetuto. I posti a disposizione sono di più rispetto ad una settimana fa ma sono sparite misteriosamente alcune sedi, in particolare quelle dei cosiddetti posti in deroga, perché assegnati quasi tutti nel Napoletano. «Siamo stanche ed esasperate – dice sconsolata Annamaria Sellitto – perché questa trafila senza fine va avanti da 18 anni. Nessuno ci ha dato una spiegazione e siamo state trattate malissimo. Il turnover a cui continuamente siamo sottoposte è un danno sia per noi che per la continuità amministrativa delle scuole ». Vengono chiamati i carabinieri, la polizia e la Guardia di Finanza, perché gli animi oramai sono esasperati. E il responsabile dell’ufficio per i contratti Ata s’affaccia alla “folla” inviperita solo alle 10,30 (un’ora e mezza dopo la convocazione ufficiale) e sotto scorta della Digos. Invita a salire al primo piano in ordine di convocazione. Gli Ata, tuttavia, chiedono di poter prima prendere visione delle disponibilità. Nel frattempo anche alcuni dirigenti scolastici inviano diffide al Provveditorato. Anzi, visto che nessuno apre la Pec, le protocollano direttamente negli uffici di via Monticelli. Alle 11,30 inizia la chiamata, ma la tensione è alta.