LA STORIA

«Scampati alla tragedia della Concordia»

I due artisti cilentani dovevano esibirsi sulla nave naufragata dieci anni fa: «Ci invitò Schettino, ma andammo a Dubai»

ASCEA - «Potevamo essere su quella nave, tra i musicisti che non ci sono più e non qui, a raccontare la nostra esperienza...». Annamaria Martuscelli e Mariano Castiello sono due artisti cilentani ben consapevoli che dieci anni fa potevano essere tra i naufraghi o le vittime della Costa Concordia: 32 persone, tra cui una bimba di cinque anni e suo padre. Salpata dal porto di Civitavecchia, la nave stava viaggiando verso Savona lungo il percorso “Profumo d’agrumi”, quando alle 21.45 ha urtò un gruppo di scogli nei pressi dell'Isola del Giglio, inclinandosi su un lato. Persero la vita ufficiali, animatori, direttore di crociera, camerieri e musicisti.

L’invito di Schettino. Annamaria e Mariano erano stati invitati dallo stesso comandante della nave Francesco Schettino - processato in seguito alla sciagura per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave e condannato in appello e Cassazione a 16 anni di carcere - a lavorare sulla Costa Concordia, la nave naufragata quel 13 gennaio 2012. «È stata la nave passeggeri di più grosso tonnellaggio ad aver subito questa sorte, la più grande nave della Marina mercantile italiana, assumendo alla sua entrata in servizio, il ruolo di ammiraglia della compagnia», ricordano i musicisti cilentani. Sì, perché Annamaria e Mariano, entrambi di Ascea, nel Cilento, erano parte degli artisti che giornalmente si esibivano su questa città viaggiante con cinque ristoranti e 13 bar. A bordo c’erano anche un teatro, una discoteca, sale da ballo, una casa da gioco, un maxi schermo e un cinema 4D, ricorda la coppia.

Artisti in giro per il mondo. «Avevamo iniziato un grande viaggio, dal Cilento e poi in giro per il mondo, con le navi da crociera della leadership Costa Crociere dal 2002 al 2015», spiegano. Mariano e Annamaria, coppia nel lavoro ma anche nella vita, avevano formato i “Duepuntozero international entertainment”, e con questa formazione conobbero il comandante Schettino nell’estate 2010 sulla Costa Concordia. «Nei cocktail di gala al teatro in cui suonavamo, ci sedevamo a parlare della nostra comune provenienza, la Campania, e sui tour musicali che avevamo intrapreso», spiega Mariano, pianista e tastierista che da anni accompagna la splendida voce della moglie Annamaria in brani italiani e internazionali. Nel 2011, sempre con Schettino, si ritrovano sulla Costa Atlantica, nell’itinerario sul Nord Europa, e un giorno nei fiordi a Flam, sbarcati dalla nave, si parlava del contratto invernale. «Si avvicinò e ci chiese dove saremmo andati, sottolineando che lui sarebbe stato sulla Concordia». Noi eravamo ancora in attesa di destinazione, indecisi tra Emirates o Caraibi americani. Il comandante ci propose un ritorno sulla Concordia, così ci saremmo rivisti per un altro viaggio. Fortunatamente il nostro manager esaudì la nostra richiesta di ritornare negli Emirati, e non accettammo l’invito a lavorare sulla Costa Concordia ».

La notte dell’incubo. La notte del 13 gennaio 2012 i due artisti, attraccati a Dubai, accendendo la tivù alle 10 del mattino, spalancarono gli occhi vedendo la diretta con la notizia del naufragio. «Erano le immagini del 2010 di un video con Schettino, le prime immagini che la Rai aveva reperito per commentare la tragedia», racconta Mariano. Increduli, vengono così a conoscenza della catastrofe. «Le mail e i nostri contatti si intasavano per la preoccupazione di amici e parenti ricordando che avevamo suonato sulla nave”, spiegano. Tutti pensavano che i due fossero stati coinvolti nel naufragio, e invece, solo per un no all’ultimo momento, avevano scelto un’altra destinazione. «Difficile descrivere il dolore che abbiamo provato: da un lato eravamo sollevati di non essere lì; dall’altro, agghiacciati dalle immagini pensando a tutti gli amici imbarcati: ufficiali, animatori, direttore di crociera, camerieri e soprattutto i musicisti. Purtroppo due di loro non ce l’hanno fatta, un violinista ungherese e il batterista della Band, Giuseppe Girolamo, al suo primo imbarco. «Dopo diversi giorni siamo riusciti a contattare alcuni di loro – ricorda Annamaria - Un amico ci ha narrato la sua esperienza, attaccato per un tempo imprecisato a una cima a prua. L’unico pensiero che gli dava la forza di reagire e non mollare, erano le sue figlie». Non si è più imbarcato: ora è pianista al Victoria and Albert Museum a Londra, il pianista Antimo Magnotta di Caserta. In “Sette squilli brevi e uno lungo” descrive la sua esperienza. Alex Brandini, pianista cantante, non suona più sulle navi, ma testimonia il naufragio sulle reti nazionali. Annamaria e Mariano insegnano e hanno una bellissima bimba, forse una ragione in più per rimanere a terra e non lavorare sulle navi. Mariano fa parte dell’orchestra del My Land e con il Cilento Music Festival, assieme ad Annamaria, si sono esibiti nei tour in provincia di Salerno, ma non dimenticano i colleghi scomparsi in fondo al mare.

Nicola Nicoletti