IL CASO

Scafati, bomba a Santocchio: c’è la pista politica 

L’ex consigliere: «Fui vittima di un illecito accertamento sui miei beni da parte di Nello Aliberti»

SCAFATI. Prende sempre più corpo la pista dell’intimidazione politica dietro la bomba che ha distrutto un locale di proprietà di Mario Santocchio, ex consigliere comunale a Scafati. Dopo la conferma dello stesso avvocato, ascoltato giovedì più di due ore dai carabinieri, si vagliano tutte le ipotesi. In pochi in città sapevano che quel locale era dell’esponente provinciale di Fratelli d’Italia, usato soprattutto negli ultimi anni per ospitare comitati elettorali. Uno di questi, come spiegato dallo stesso Santocchio, è sicuramente Nello Maurizio Aliberti, il fratello dell’ex sindaco Pasquale ai domiciliari a Roccaraso nell’ambito dell’inchiesta Antimafia “Sarastra”.
Il caso delle proprietà di Santocchio e il fratello dell’ex primo cittadino risale a qualche anno fa, nello specifico al 25 maggio 2016. Quel giorno, a poche ore dal consiglio comunale, l’esponente di opposizione denunciò in aula di essere stato vittima di un’intimidazione da parte di Aliberti jr: «Sto subendo intimidazioni dal fratello del sindaco - affermò - Persone che parlano in un modo ed agiscono in un altro. Aliberti con un tale poco raccomandabile è andato dal notaio chiedendo gli atti da me prodotti dal ’91 ad oggi, pubblicandoli su Facebook. Sono intimidazioni che subisco come consigliere, presenterò querela. Se mi succede qualcosa è lui il mandante».

Domenico Gramazio
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