IL CASO

Sarno, sbagliano un esame: dodici ore di attesa al Pronto soccorso

Odissea per una giovane paziente al “Martiri del Villa Malta”. Il direttore D’Ambrosio: «Poco personale, problema serio»

SARNO - Dodici ore di attesa al Pronto soccorso dell'ospedale di Sarno. La protagonista della triste vicenda è Rosa Saviano , 23enne di Ottaviano. La ragazza si trovava nella sua città quando, venerdì, ha battuto la testa in seguito ad un incidente. Recatasi al “Martiri del Villa Malta” di Sarno, è iniziata la sua odissea. Entrata alle 12.06 in codice giallo è uscita dall'ospedale alle 23.56, mentre intorno alle 13 circa aveva terminato i controlli. «Quei controlli non dovevano essere fatti a me. Ogni ora abbiamo sollecitato per capire la situazione ma nessuno ci dava delle risposte - ha raccontato - . Alle 22.30 circa sono entrata da un dottore del secondo turno per ritirare il referto e ci ha detto che avevano sbagliato. Anziché fare una tac alla testa avevano fatto una radiografia cervicale. Ho dovuto attendere altro tempo». Un caso che la ragazza ha denunciato sul suo profilo Facebook. «Il problema è stato ciò che ho visto. Ho visto gente in codice rosso attendere tre ore. La cosa grave è che ho letto sui social commenti spiacevoli: tante persone hanno scritto che hanno avuto la stessa esperienza, ma sono rimaste in silenzio per omertà e non creare polemiche. Per me si tratta di fare capire la gravità della situazione. Vorrei dire al governatore regionale, Vincenzo De Luca , che parla di assembramenti e di Covid che in quell'ospedale arrivavamo tante persone che dovevano aspettare tantissimo a causa della carenza di personale».

Sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio D'Ambrosio il direttore sanitario del Dea Nocera Inferiore-Pagani-Scafati. Paghiamo lo scotto di una situazione di stress per quanto riguarda il commissariamento della sanità campania durato più di 12-13 anni e, dunque, questo ha comportato che le dotazioni di organico si sono ridotte di parecchio - ha specificato - . A questo bisogna aggiungere che ora ci troviamo in una condizione che porta alcune figure mediche specialistiche ad essere insufficienti per il fabbisogno delle attività che dobbiamo garantire. Mi riferisco innanzitutto per esempio ai medici di medicina di urgenza e di accettazione del Pronto soccorso che non ci sono ancora specialisti disponibili, carenze di ortopedici, carenza di pneumologici, carenza di gastroenterologi, carenza di anestesisti. È ovvio che questo tipo di criticità non nasce all’improvviso, ma da una programmazione secondo me a livello nazionale di quella che è la carenza personale, di una grossa quantità di medici. Invece, con il personale del comparto si sta cominciando a fare una politica di mobilità, di concorsi, di avvisi, questo purtroppo non avviene. Nonostante che si fanno i concorsi, gli avvisi, non ci sono proprio le figure per soddisfare le nostre esigenze. Il periodo estivo va a gravare un poco su quella che in effetti è una carenza di base perché ci sono le ferie da garantire».

Poi la stoccata a un malcostume diffuso: «C'è anche un'inappropriezza dell'utilizzo degli ospedal. Mi riferisco principalmente ai Pronto soccorso perché in effetti succede che per il cittadino è più facile arrivare lì anziché rivolgersi a distretti sanitari, Guardia medica o pediatri. Bisogna vedere anche la priorità rispetto ai codici di gravità della prestazioni. Ci sono responsabilità a vari livelli che ovviamente ognuno si deve fare carico di questo per cercare di poter fronteggiare queste situazioni. Come ospedali dell’area nord della provincia di Salerno accogliamo molte persone che vengono dal Napoletano. Cerchiamo di dare le risposte quanto più congrue possibili, però sarei un bugiardo se non dicessi effettivamente che ci sono difficoltà nella carenza di personale. Il problema è molto serio».

Rosanna Mazzuolo