Il caso

Sapri, selfie senza veli di una minorenne diffuso sui cellulari

L’appello del padre attraverso un giornale on line: «Cancellate quella foto e non inviatela a nessuno»

SAPRI. «Vi prego di non inviare la foto di mia figlia. Cancellatela». È questo l’appello che un papà di Sapri ha lanciato anonimamente dal sito Giornale del Cilento, dopo aver saputo che un selfie senza veli della figlia minorenne, da lei inviato al fidanzato o comunque a un suo amico, sarebbe stato da questi inoltrato ad altri, finendo su una piattaforma web. Sulla vicenda, al momento, non è stato formalizzata alcuna denuncia alle forze dell’ordine che comunque stanno facendo tutti gli accertamenti necessari. Il volto della ragazza non è visibile e la minore non è riconoscibile. E ben visibile, però, la camera in cui è stata scattata. E proprio questo particolare ha fatto scattare l’allarme: un collega del padre della ragazzina, che aveva ricevuto la foto digitale, ha riconosciuto l’arredamento. Il genitore della protagonista dello scatto diffuso a sua insaputa è disperato e si è rivolto ad uno psicologo per gestire al meglio la delicata situazione. Attraverso il giornale on line ha poi lanciato un appello: «Mi rivolgo a chi ha sul proprio cellulare la foto di mia figlia, mi conoscete tutti e sapete io che persona sono. Vi prego, cancellate questa immagine e non inviatela a nessuno. Mia moglie è sconvolta e dalla vergogna non esce di casa. Mia figlia è piccola, ha commesso un errore che le costerà caro, ma voi aiutatemi».

Sull’accaduto è intervenuto il consigliere regionale della Campania, Francesco Borrelli (Verdi), annunciando che è pronto ad offrire «alla ragazzina e alla sua famiglia pieno sostegno e se ne avranno bisogno anche assistenza legale». «Bisogna fermare in modo duro e risoluto questi nuovi fenomeni che si stanno diffondendo – ha detto Borrelli – in modo pericoloso e preoccupante».

Con le dovute proporzioni, il caso ricorda da vicino quello della giovane donna del Napoletano che si è suicidata dopo la divulgazione attraverso internet di un suo video porno, video che aveva inviato ad alcuni amici tramite cellulare ma di cui non aveva autorizzato ulteriori forme di diffusione. Per quanto riguarda le indagini su questa triste vicenda, il giudice delle indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero per i tre giovani, tra cui due battipagliesi, accusati di aver diffamato la giovane donna. Il 17 gennaio prossimo udienza per decidere se gli atti dovranno essere rinviate alla procura per un approfondimento delle indagini.