Monsignor Moretti (a sinistra) col sindaco Napoli all’ingresso del Comune

Il NUOVO SCONTRO SUL PATRONO

San Matteo al Comune di Salerno, l'arcivescovo Moretti: «Va il 18 settembre»

Il sindaco ha chiesto al vescovo l’ingresso della statua a Palazzo di Città durante la processione. Il programma non cambia

Il programma non cambia: la statua di San Matteo - così come previsto da oltre un mese varcherà la soglia di Palazzo di Città martedì 18 settembre, e lì resterà dalle 10 alle 17. Nessuna risposta ufficiale, dunque, alla lettera che il sindaco, Vincenzo Napoli , ha scritto all’arcivescovo, Luigi Moretti , per chiedere che sia ripristinato l’ingresso a Palazzo di Città del Patrono durante la processione del 21 settembre. Anzi, interpellata, la Curia conferma che la lettera è arrivata a destinazione, ma ribadisce che una data «c’è già, è stata già fissata e concordata». E sono stati anche «già stampati e diffusi i volantini e i manifesti con gli appuntamenti ».

Le regole del vescovo. Per il momento, dunque, monsignor Moretti non cambia idea. E, fanno notare da via Roberto il Guiscardo, fu proprio l’arcivescovo tra i primi a recepire le indicazioni della Cei del 2013 e ad emanare un dettagliato regolamento per le processioni nell’ambito della diocesi, nel quale aboliva a Salerno tutte le tradizionali “soste” del patrono. Soste interpretate come “inchini”, quindi da evitare perchè, come sottolineò nel 2014 «è la gente che deve inchinarsi ai santi e non viceversa»; e, continuava, «sarebbe anche buona norma sostituire gli applausi con le preghiere». Questa presa di posizione provocò prima lo scontro con i portatori (sfociato addirittura in un processo penale ancora in corso), poi con il Comune, che non accettò di buon grado le regole imposte dal massimo rappresentante della Chiesa salernitana. Tensioni che sembravano essere state superate con un faticoso compromesso col quale venne autorizzato l’ingresso della statua al Comune in un giorno dedicato, ma non durante la tradizionale processione.

La lettera del sindaco. Invece le vecchie tensioni sono riaffiorate all’improvviso. E ad alimentarle, questa volta, è stato il sindaco Napoli. L’altro ieri, ha infatti annunciato ai giornalisti: «Ho chiesto al vescovo con grande amicizia, rispetto e considerazione, che la statua del Santo entri nel Comune, come è consuetudine di anni. A me sembra un argomento che, nella sua totale autonomia e nel rispetto delle sue prerogative possa rivalutare. Se mettiamo il santo nel cortile per una giornata intera non capisco perchè non possa entrare durante la processione che è un fatto di popolo durante il quale San Matteo riceve l’omaggio della massima istituzione cittadina e benedicendo il Comune benedice i cittadini. La statua ha fatto il giro nei quartieri - aveva concluso il sindaco annunciando l’invio di una lettera a Moretti - è andata dappertutto, francamente e con il massimo rispetto, non capisco perchè non possa entrare a Palazzo di Città durante la processione».

L’appello e il silenzio. La lettera del primo cittadino non è passata comunque inosservata: monsignor Moretti ne ha parlato con i suoi più stretti collaboratori. Ma dagli uffici della diocesi nulla trapela. Se non che una visita in Comune della statua del Santo è già prevista, ed è quella del prossimo 18 settembre. Una sosta che durerà l’intera giornata, dalle 10 alle 17. Poi il busto del Patrono tornerà al Duomo, da dove uscirà il pomeriggio del 21. Una posizione che per molti è la conferma che, alla fine, la lettera del sindaco Napoli non ha avuto l’effetto sperato dal primo cittadino. Nessun ingresso durante la processione nell’atrio di Palazzo di Città. A meno di clamorosi ripensamenti di monsignor Moretti.

(e.t.)