LA PAURA

Salerno, «Vogliono rapire una bimba»: in città è psicosi sequestri

Ennesima segnalazione ieri a Santa Teresa: due immigrati rischiano linciaggio. Carabinieri e vigili urbani fermano gli stranieri, ma non riscontrano alcun reato

Sta diventando una vera e pro­pria psicosi o almeno così sem­bra. Dall’episodio della Villa Comunale di qualche settima­na fa a quello di Mercatello fi­no a quello segnalato ieri mat­tina sulla spiaggia di Santa Teresa. Stranieri che tentano di rapire bambini. C’è chi segna­ la persone intente a fotografare i piccoli e chi sostiene che i loro figli sono stati avvicinati da sconosciuti per rapirli. In ogni caso le forze dell’ordine non sono stati mai riscontrati reati. Il caso Salifornia. Anche ieri mattina l’ennesimo allarme. Che poi carabinieri e vigili ur­bani hanno dovuto derubrica­to come nulla di fatto. Nessun adescamento. A Santa Teresa nel mirino dei bagnanti sono finiti due ragazzi stranieri, che secondo le dichiarazioni, ave­vano avvicinato una bambina di 7 anni con l’intento di sottrarla ai genitori. Alcuni hanno dichiarato che i due avrebbero detto alla piccola: «vieni con noi». Ma una parente della bambina, notata la scena, ha portato via la ragazzina e con­ testualmente chiamato le for­ze dell’ordine. Sul posto sono intervenute immediatamente una pattuglia dei vigili urbani e un’auto dei carabinieri. Fer­mati i due ragazzi e sottratti al linciaggio, i due, senza docu­menti, pare venissero da un centro di accoglienza della Ba­ silicata. Ma i carabinieri non hanno potuto procedere all’ar­resto perché non c’è stato al­cun adescamento in quanto la bambina non è stata né tocca­ta né tanto meno, presa con la forza. Il precedente. L’unico episodio che si è concluso con un arre­sto è quello verificatosi lo scor­so aprile a Mariconda. Qui una donna di etnia rom tentò di ra­pire una bimba di 11 anni. La piccola si era allontanata da casa per pochi minuti, il tem­po di raggiungere il vicino su­permercato. Ma all’uscita, se­condo la ricostruzione dell'11 enne, la donna l’avreb­be avvicinata e blandita con lu­ singhe e infine strattonata, afferrandola per il giubbino cer­cando di portarla con sé. La bambina però, riuscì a divinco­larsi e scappare a casa. Qui la madre allertò le forze dell’ordi­ ne che dopo poco rintracciaro­no la donna, arrestandola. Questa però ha sempre negato tutto. Ma resta in carcere in at­tesa delle determinazioni de­ gli inquirenti. La rabbia sui social. Intanto, ve­ri o presunti, questi episodi scatenano la rabbia e l’indi­gnazione di molti. E sul social i messaggi a commento di noti­zie del genere, rivelano odio e razzismo. Un “B side” scono­sciuto, fino a qualche tempo fa, nella nostra città e che oggi si rivela con la stessa violenza di quell’onda lunga che sta at­traversando il Paese. E in alcu­ni casi dalla rabbia social si ar­riva al linciaggio vero.