IL FATTO

Salerno, testimone cambia nome: negati i soldi

Risolse il caso di un delitto di camorra, con la nuova identità non può incassare il buono postale di 55mila euro

SALERNO - Deve rinunciare ai soldi che gli spettano, quei risparmi accumulati nel giro di trentatré anni. Il gruzzolo racimolato gli viene negato dai funzionari di Poste perché... ha assistito a un omicidio di camorra. Ed ora nessuno sa più chi sia. È un testimone di giustizia, Francesco. È nato a Salerno, nel ’74, ma l’inflessione dialettale campana s’è mitigata col tempo, visto che da una decina d’anni abita a Monza: il mare resta un ricordo sbiadito, l’amarcord salato di un’esistenza precedente, quella durante la quale si chiamava Antonio. Fu interrotta bruscamente da un colpo di pistola, da una pallottola che si prese una vita: a quei tempi Antonio aveva poco più di una trentina d’anni e si ritrovò ad assistere ad un delitto di camorra. Gli occhi sgranati mentre un uomo morente esalava l’ultimo respiro e la sua anima volava via: un terremoto che sconquassa ogni cosa. C’è un prima e c’è un dopo: di mezzo c’è una storia personale che muta per sempre. Scelse di fare la cosa giusta, Francesco: si presentò davanti alle forze dell’ordine e decise di raccontare ciò che aveva visto. «Costi quel che costi», ripeteva a sé stesso, frugando nel cuore alla ricerca del coraggio necessario a cambiare radicalmente e letteralmente vita in nome della verità.

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