IL PROGETTO

Salerno, Storia Patria: «Un museo dell’industria nell’ex Mcm»

La proposta di riutilizzo della palazzina liberty avanzata al sindaco Napoli

La palazzina delle ex Mcm a Fratte ha dei nuovi pretendenti. O, meglio, la Società salernitana di Storia patria (con il Centro Interdipartimentale Cosme dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli) ha rispolverato un vecchio progetto e riproposto all’Amministrazione di destinare parte della palazzina Liberty all’Archivio storico e al Museo dell’Industria salernitana. Per questo è stato chiesto al sindaco Vincenzo Napoli un incontro per riprendere quell’idea che fu proposta quando, per la prima volta, il proprietario delle ex cotoniere, Gianni Lettieri , annunciò di voler cedere al Comune la Palazzina Liberty dichiarato dal Mibac luogo d’interesse storico fin dal 1983.

E, infatti, alla richiesta d’incontro è allegata una lettera d’intenti del 2018 in cui si ricorda delle “oltre 600 casse attualmente in deposito nell’Archivio di Stato di Avellino in cui si conserva “un patrimonio documentario straordinario: basti pensare alla serie di fascicoli del personale che raccontano la storia degli operai tessili campani nella lunga marcia dall’ottocentesco lavoro minorile, alle battaglie politiche e alle conquiste sindacali. Storia degli industriali e della classe operaia, di tecniche industriali e di evoluzione tecnologica, di modifiche urbanistiche determinate dalla costruzione ed espansione degli stabilimenti. E non solo documenti ma anche eccezionali volumi di campionari di tessuti che testimoniano oltre 100 anni di moda, dai tessuti di arredo ai fazzoletti da taschino”. Una mole di documenti che, così come si ipotizzò all’atto dell’acquisto da parte di Lettieri, doveva essere custodita in un Museo delle industrie del Regno delle Due Sicilie che, contestualmente, avrebbe dovuto conservare al suo interno l’archivio storico delle Manifatture cotoniere. Successivamente, si pensò anche d’insediare nella Palazzina alcuni uffici comunali.

Per questa ragione, nella richiesta d’incontro con il primo cittadino, la Società di storia patria precisa che “esiste la possibilità che le esigenze dell’amministrazione comunale - in primo luogo quello di eliminare i fitti passivi per i locali che ospitano uffici - possano essere contemperate dalla convivenza con una struttura culturale, preziosa in una popolosa zona della città che ne è sfornita”. A questo punto l’Amministrazione dovrà scegliere se seguire la vocazione industriale della palazzina oppure il progetto proposto da un’associazione che ha immaginato un Museo d’arte Contemporanea a Fratte. E poi c’è la vecchia idea del sindaco che avrebbe in mente anche un altro destino per la palazzina fatta costruire da Federico Alberto Wenner, industriale svizzero arrivato a Salerno nel 1829 e fondatore delle industrie tessili: quella del Museo della città. Una suggestione che – per la prima volta – Napoli, allora assessore all’Urbanistica, pose come proposta nell’ambito di un dibattito sul ripensamento urbanistico della città. Era il 1983.

(e.t)