Salerno pulita sott’esame Ecco il “referendum-bis” 

Rifiuti, la partecipata ripropone alla città il questionario sulla qualità del servizio Spazzamento al vaglio dopo la bocciatura del 2020. Bennet: «Ne terremo conto»

Così come l’anno scorso, “Salerno pulita” sollecita il giudizio dei cittadini con un sondaggio sulla qualità dei servizi effettuati, cosi come promesso in occasione della pubblicazione dei dati emersi dal primo questionario e come previsto dalla carta dei servizi recentemente pubblicata e condivisa con le associazioni dei consumatori. Sarà possibile rispondere al questionario dal primo al 31 dicembre.
Gli oltre 8mila utenti che hanno scaricato l’applicazione gratuita “Junker” riceveranno un messaggio sui propri dispositivi e, seguendo le istruzioni, potranno compilare il questionario e inviarlo. Tutti gli altri utenti potranno partecipare andando sul sito della società: lì troveranno le indicazioni necessarie, oppure potranno accedere direttamente al questionario attraverso il link dedicato. Le domande sono essenzialmente le stesse dello scorso anno e riguardano il grado di soddisfazione per i servizi di spazzamento (tra quelli bocciati nel corso del precedente sondaggio), la raccolta porta a porta dei rifiuti, il ritiro degli ingombranti, il conferimento presso i centri di raccolta Fratte e Arechi, la segnalazione dei disservizi e la richiesta di informazioni.
Il sondaggio è proteso a far capire se ci sono stati miglioramenti o peggioramenti rispetto allo scorso anno. Nel questionario di quest’anno, è stata rimossa la domanda sulle campane per il vetro perché, nei prossimi mesi, si passerà alla raccolta porta a porta anche di questa tipologia di materiale. E ne sono state inserite di nuove sullo svuotamento dei cestini gettacarte, sulla pulizia quotidiana degli arenili in estate e su quella mensile nel resto dell’anno, oltre ai vari servizi offerti da “Junker App”.
«Confidiamo - spiega Vincenzo Bennet, amministratore unico di “Salerno pulita” - in un’ampia partecipazione dei salernitani, con i quali in questi mesi abbiamo già avuto una proficua interlocuzione con diversi incontri nei quartieri e in sede. Chiediamo la loro attenzione rispondendo alle domande, non solo per evidenziare eventuali criticità ma anche per fornire suggerimenti. Li chiamiamo - ha concluso Bennet - a una prova di partecipazione e di cittadinanza attiva. Terremo in debita considerazione i risultati del questionario». Le risposte al “sondaggione” saranno fornite in forma anonima: ai partecipanti verranno chiesti soltanto il sesso e la fascia d’età. E i riscontri dovranno riferirsi alla strada del quartiere dove si abita o lungo la quale si esercita la propria attività professionale.
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